Rifiuti: il riciclo sale al 65%

ricicloI dati inerenti al 2010 mostrano come i benefici dell'attività della raccolta e del riciclo dei rifiuti ammontino a 1,6 miliardi e come, nello stesso anno, il totale delle materie riciclate abbiano raggiunto il 64,6% degli imballaggi immessi al consumo (+4,6% rispetto all'anno precedente).

 

Questo è ciò che è emerso dagli Stati generali del Conai (Consorzio nazionale imballaggi), che a Roma hanno fatto il punto della situazione del sistema sia in termini economici che ambientali.

Secondo il rapporto "Mp2 (Materie prime seconde) - l'Industria italiana del riciclo tra competizione internazionale e politiche nazionali" dal 1999 al 2010 la raccolta ed il riciclo degli imballaggi ha apportato benefici totali per 12,6 miliardi di euro, ai quali bisogna sottrarre 3,3 miliardi di costi a carico del sistema Conai, per un saldo netto pari a 9,3 di "valore" eco-ambientale per il Paese.

Inoltre, il riciclo ha tagliato nel 2010 63,3 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

''Dal quadro complessivo - ha osservato Walter Facciotto, direttore generale del Conai - emerge che tre imballaggi su quattro (74,9%) sono recuperati e complessivamente ammontano a 8 milioni di tonnellate su un totale di 11,5 immesse a consumo''.

Inoltre, quello che buttiamo via è una risorsa che, se usata bene, può portare benefici reali: in dodici anni di attività del consorzio Conai, infatti, facendo un bilancio, si ottiene alla fine un più 9,3 miliardi di benefici, dovuti, tra le altre cose, a costi di smaltimento evitati, minori emissioni e indotto generato. Nel 2010 si sono riciclate quasi 5,2 milioni di tonnellate di carta, 3 milioni di tonnellate di legno, 1,6 di plastica, 1,9 di vetro, 21,5 di acciaio e 804.000 tonnellate di alluminio, con un aumento rispetto al 2009 che va dall’8,2% in più per il vetro al 30% in più per l’acciaio. Dati che riguardano tutti i tipi di rifiuti avviati al riciclo, e non solo gli imballaggi, che comunque costituiscono una fetta importante. Nel 2010, il peso delle cosiddette “materie prime seconde” si è rivelato importantissimo: sul fabbisogno totale dell’industria, erano riciclati l’80% del vetro, il 75% dell’alluminio, il 60% dell’acciaio e del legno, il 56,5% della carta e il 22% della plastica.

Questi numeri rivelano in modo tangibile la possibilità di un’economia verde.

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