COP25 Madrid. Ancora rinvii, ancora occasioni sprecate

Doveva chiudersi ieri la Conferenza mondiale dell'Onu sui cambiamenti climatici a Madrid, ma le varie nazioni della Cop 25 non hanno trovato un accordo sui temi più complessi e divisivi. Si tratta quindi ad oltranza per raggiungere un compromesso sul pacchetto complessivo di decisioni, con il rischio concreto che questa sia la Cop del rinvio, con le questioni più importanti rimandate alla Cop26 del novembre 2020 a Glasgow, di cui l'Italia è partner per la pre-Cop.

Il documento finale sottoposto questa mattina dalla presidenza del Cile all'attenzione delle parti non è riuscito a far convergere le diverse istanze delle parti, senza veri impegni concreti sia nella riduzione dei gas serra sia nei finanziamenti ai paesi più vulnerabili per le conseguenze del riscaldamento globale. La sensazione generale è che ogni Stato abbia tentato di tutelare i propri interessi, a scapito di una visione generale e prospettica.

Tutto questo quando proprio le Nazioni Unite hanno recentemente affermato che limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi richiederebbe un calo delle emissioni di oltre il 7% all'anno fino al 2030. Mentre gli scienziati hanno avvertito che la finestra per impedire al clima della Terra di raggiungere livelli irreversibili si sta chiudendo rapidamente.

Qui l'amaro commento in diretta da Madrid di Francesco FerranteTwitter 1 e Twitter 2

Sono proprio di ieri le parole di Greta Thunberg dalla città di Torino, dove ha partecipato allo sciopero scolastico per il clima: "Facciamo in modo di metterli con le spalle al muro, devono fare il loro lavoro e proteggere il nostro futuro. Il pericolo più grande non è la mancanza di azione. Ma è quando i politici e gli amministratori delegati fanno finta che stia accadendo qualcosa di reale, mentre in realtà non sta accadendo nulla, a parte un abile lavoro di contabilità e di pubbliche relazioni”

Per fortuna la transizione verso un futuro improntato all'uso delle rinnovabili è già iniziata, anche se la spinta a piani ambiziosi arriva soprattutto "dal basso", come appunto dai movimenti giovanili dei Fridays for Future. L'impegno politico più ambizioso sembra quello dell'Unione Europea, i cui leader si sono accordati sul raggiungimento della neutralità del carbonio entro il 2050. «Vogliamo essere i capofila, vogliamo fare da modello» ha detto la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen presentando il Green New Deal. «Siamo determinati nell'affrontare i cambiamenti climatici e trasformarli in un'opportunità per l'Europa». Unica eccezione, la Polonia, che per la forte dipendenza dal carbone di buona parte del suo territorio non ha potuto e voluto impegnarsi da subito in questo obiettivo.

 

Duccio Braccaloni - Redazione Ecquologia

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