Pitigliano (Gr): il Centro ospedaliero di medicina integrata è realtà

PitiglianoE’ la prima struttura ospedaliera pubblica a livello nazionale nella quale alla medicina tradizionale può essere affiancata anche la medicina complementare, nella cura di alcune importanti patologie. Si tratta del Centro ospedaliero di medicina integrata, appena realizzato dalla Regione Toscana e dalla Asl 9 di Grosseto all’ospedale Petruccioli di Pitigliano.

Nel nuovo Centro, l’omeopatia, la fitoterapia e l’agopuntura (le medicine complementari riconosciute dalla Legge regionale toscana 9/2007) saranno praticate insieme alle tecniche della medicina tradizionale, sulla base di “un approccio interdisciplinare, diagnostico e terapeutico, finalizzato alla scelta terapeutica più appropriata ed efficace in termini di qualità della vita, benessere e salute”, si legge nel progetto per la realizzazione del Centro.

L’obiettivo è sperimentare -- non in senso farmacologico, ma di approccio terapeutico -- la medicina integrata nel trattamento di alcune patologie o per contrastarne gli effetti: il dolore cronico nel caso delle cure palliative, delle malattie reumatiche croniche, negli esiti di traumi e di ictus e nella riabilitazione ortopedica e neurologica; la psoriasi e le dermatiti allergiche; gli effetti collaterali della chemioterapia; l’asma e l’insufficienza respiratoria.

Il tutto nella piena disponibilità per i cittadini, dal momento che viene praticato all’interno di una struttura pubblica. I degenti ricoverati a Pitigliano, infatti, in accordo con i medici ospedalieri che li seguono, potranno decidere se seguire solo la terapia convenzionale oppure integrarla con le medicine complementari, nella cura delle patologie indicate nel progetto regionale. I pazienti, che presumibilmente arriveranno dal territorio dell’Area vasta Sud-est (le province di Grosseto, Siena e Arezzo) e dalle regioni limitrofe, come Umbria e Lazio, possono, inoltre, essere seguiti dagli specialisti anche in ambulatorio, nei nuovi spazi destinati alla medicina integrata, realizzati ex novo al secondo piano dell’ospedale. Si tratta di un’ampia area completamente rinnovata, dove sono stati strutturati l’accoglienza, gli ambulatori per le tre specialistiche complementari, le sale d’attesa, la sala riunioni.

Le origini del progetto

L’iter del progetto è partito nel 2008 con l’istituzione, da parte della Giunta regionale, di un gruppo di lavoro, composto da esperti di riconosciuta autorevolezza nella comunità scientifica e nel mondo accademico, da amministratori regionali e dirigenti della Asl 9, che avevano il compito di elaborare le linee progettuali, sviluppandone i contenuti sulla base delle specifiche aree di sviluppo (ricerca, documentazione, informazione e formazione) indicate dalla Regione.

Il progetto, che è stato approvato e finanziato dalla Giunta regionale a novembre 2009, indica gli obiettivi della sperimentazione, le patologie che possono essere affrontate con la medicina integrata, i dettagli del programma scientifico, l’assistenza e la gestione dei pazienti, il personale medico specializzato, i materiali di consumo. Infine prevede anche la realizzazione e la gestione di una biblioteca informatica con le pubblicazioni internazionali sulle medicine complementari e sulle discipline bionaturali, accessibile on line.

Il Centro oggi

Oggi, il Centro ospedaliero di medicina integrata può dirsi giunto all’avvio della fase sperimentale vera e propria, che avrà durata di 2 anni. Nei mesi scorsi, infatti, la Regione Toscana ha nominato la responsabile del progetto, la dottoressa Simonetta Bernardini, con funzioni di supervisione complessiva delle attività svolte, mentre la Asl 9 di Grosseto ha pubblicato il bando per individuare due medici specialisti, “garanti di branca” per l’agopuntura e per l’omeopatia, da affiancare alle equipe mediche che presteranno servizio all’ospedale Petruccioli. Il passo successivo vedrà lo sviluppo anche della fitoterapia. Dopodiché, a questo nucleo iniziale di esperti “garanti di branca” per le tre discipline complementari, verranno affiancati altri specialisti che costituiranno il pool delle medicine complementari.

In questa fase il gruppo di specialisti dovrà avviare anche un protocollo di studio, in collaborazione con il comitato scientifico che ha seguito la progettazione del Centro e gli esperti della Asl 9, con l’obiettivo di impostare il sistema di raccolta dei dati, il protocollo assistenziale, le modalità di integrazione delle cartelle cliniche e della documentazione ospedaliera in genere, oltre a definire gli indicatori sui quali valutare le performance cliniche, in collaborazione con gli esperti dell’Agenzia regionale di sanità.

La formazione

È in corso di definizione un progetto di collaborazione con l’Università di Siena, che ha organizzato un Master in Medicine complementari avvalendosi di esperti internazionali, sulla base del quale la struttura ospedaliera di Pitigliano potrebbe costituire la sede di formazione e tirocinio per i medici che frequentano gli specifici Master promossi dall’Università su tali materie. Nell’ambito di questa collaborazione, il 6 dicembre scorso, una delegazione di universitari cinesi, composta dal preside della Facoltà di medicina cinese dell’Università di Pechino, dal direttore della Scuola di Agopuntura, dal direttore dell’ospedale di Dongfang e dalla responsabile del Dipartimento di Cooperazione internazionale della stessa Università, ha visitato l’ospedale di Pitigliano, per verificare la possibilità di attivare scambi di esperienze e di formatori, nell’ambito dell’accordo stipulato con l’Università di Siena.

Dott.ssa Cristina Buriani, Responsabile del Dipartimento di Pianificazione, Programmazione e Controllo, Asl 9 Grosseto

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