COVID-19, cure e vaccini: facciamo il punto. Diretta streaming 14 aprile

 

Martedì 14 aprile, alle ore 17:30, in diretta video dalla pagina Facebook di Ecofuturo festival, faremo il punto su cure e vaccini attualmente allo studio:

Partecipano:

Espedito De Leonardis, coordinatore Ecosalute

Enrico Desideri, medico e presidente Fondazione scientifica Innovazione e sicurezza in sanità (ISS)

Patty Durath Cooper, giornalista e scrittrice

Pietro Mascheri, medico farmacista e fitoterapeuta

Massimo Rinaldi, medico Agopuntore e volontario in "trincea" con la Croce Rossa

Fabio Roggiolani, cofondatore EcoFuturo Festival

In regia Sergio Ferraris, giornalista scientifico e ambientale

LINK DIRETTA STREAMING

Sui progressi dei test sui vaccini in Cina rimandiamo al nostro articolo COVID-19. Cina: iniziano i test clinici per 2 vaccini

Sempre sui vaccini riportiamo un interessante analisi della pagina FacebooCoronavirus - Dati e Analisi Scientifiche che analizza l'articolo The Covid-19 vaccine development landscape, pubblicato giorni fa da Nature

VACCINI. A CHE PUNTO SIAMO?

È ormai piuttosto chiaro. L’emergenza legata al coronavirus potrebbe non finire fin quando non saranno disponibili vaccini efficaci.

Da quando l’11 Gennaio è stata pubblicata l’intera sequenza genetica del virus, sono partiti plurimi progetti in tutto il mondo al fine di sviluppare un vaccino, supportati dalla Coalition for Epidemic Preparedness and Innovation (CEPI). Molti sono stati, in queste settimane, gli annunci rispetto all’avanzamento di questo o quel vaccino, prodotto da questa o quella azienda. E grande la confusione nel comprendere quale sia dunque lo stato dell’arte reale. Un recente articolo della rivista Nature mette ordine e ci permette di capire quali siano l’impegno profuso nella ricerca di un vaccino, le tecniche utilizzate e i tempi di attesa.

Nel mondo ci sono in questo momento 118 progetti di ricerca e sviluppo per vaccini contro il coronavirus. Di questi, 78 sono attualmente attivi, mentre per i restanti non sono disponibili pubblicamente informazioni sullo stato della sperimentazione. Dei 78 attivi, 5 sono già ad un livello di sperimentazione clinica I, ovvero vengono testati su un piccolo numero volontari sani per verificare la tollerabilità, la dinamica del farmaco, il suo metabolismo. Molti dei restanti 73 dovrebbero iniziare questa fase entro la fine dell’anno. La maggior parte dei vaccini puntano ad immunizzare contro la famigerata proteina “Spike”, quella che il virus utilizza per legarsi alle cellule umane, al fine d’impedire l’entrata del virus. Parallelamente, si sta provvedendo allo sviluppo di modelli animali su cui sperimentare l’efficacia dei vaccini.

Un dato interessante è che tutti i 5 vaccini attualmente in fase clinica sono “di nuova generazione”. Se infatti nella formulazione “classica” un vaccino prevede l’utilizzo di un virus “depotenziato” o “non vitale” o di singole proteine del virus, qui parliamo invece di vaccini che utilizzano DNA o RNA (acidi nucleici); questi, una volta introdotti nell’organismo umano, fanno produrre i fattori del virus che vengono riconosciuti dal sistema immunitario. Varie sono le modalità con cui questi acidi nucleici vengono somministrati all’organismo. Possono essere “impacchettati” all’interno di strutture di grasso o essere somministrati utilizzando “vettori virali”, ovvero virus “sintetici” appositamente ingegnerizzati al fine di funzionare da trasportatori degli acidi nucleici senza avere altri effetti sull’organismo.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di queste tecniche di nuova generazione? Un enorme vantaggio è la rapidità con cui si può superare la fase di sperimentazione preclinica. Non è un caso che proprio questa tipologia di vaccini sia già entrata in sperimentazione sull’uomo dopo appena 3 mesi. Lo svantaggio, non indifferente, riguarda il fatto che attualmente nessun vaccino di questo tipo è in commercio per l’uso umano. Ce ne sono alcuni per uso veterinario e dati promettenti su sperimentazioni cliniche antecedenti fanno ben sperare.

Per questo è assolutamente necessario vigilare affinché la situazione di emergenza e l’urgenza di ottenere un vaccino non portino a fughe in avanti pericolose, alla luce anche del fatto che l’azienda che per prima arriverà a sviluppare un vaccino vedrà i propri bilanci esplodere. E qualora fosse anche il primo vaccino a base di acidi nucleici ammesso sul mercato, vedrà probabilmente anche un’enorme notorietà, andando a porre una pietra miliare nella storia delle scienze mediche.

Infatti, sul totale dei soggetti impegnati nello sviluppo dei vaccini, solo il 22% è rappresentato da enti pubblici, università o organizzazioni no profit. Gli altri sono aziende private di piccole-medie dimensioni, il che potrebbe creare, in futuro, delle difficoltà rispetto alla capacità delle stesse di produrre un quantitativo di vaccini adeguato ad un utilizzo su scala globale. Inoltre, emerge l’assoluta importanza della presenza di una cabina di regia che coordini gli sforzi, ruolo che, allo stato attuale, dovrebbe ricoprire, proprio il CEPI, ora impegnato nella raccolta di fondi per estendere le ricerche.

Stando alle previsioni, un vaccino potrebbe essere disponibile a inizio 2021, con tutte le precauzioni del caso. Infatti, mediamente i vaccini richiedono circa 10 anni per essere sviluppati ed il 90% delle sperimentazioni vengono abbandonate strada facendo, soprattutto quelle più avveniristiche già menzionate in precedenza. Inoltre è importante sottolineare che la strada per lo sviluppo di un vaccino potrebbe rivelarsi tortuosa. Gli esperti del CEPI mettono infatti in guardia dai facili entusiasmi e ricordano che in alcuni casi i vaccini si sono rivelati addirittura in grado di aumentare la pericolosità dei virus per cui erano stati creati, sia perché gli anticorpi sviluppati potrebbero paradossalmente aiutare il virus nell’infezione sia perché si potrebbe verificare un’infiammazione allergica. Ambedue questi fenomeni sono stati osservati già in modelli animali su cui sono stati utilizzati vaccini sperimentali contro la SARS.

In conclusione, la strada per avere un vaccino efficace, sicuro e disponibile su ampia scala è lunga e piena di rischi. È fondamentale controllare attentamente le sperimentazioni per evitare che la fretta risulti una cattiva consigliera. È infine augurabile che i diversi soggetti che attualmente lavorano allo sviluppo di un vaccino puntino alla collaborazione ed al coordinamento, più che alla competizione, in un momento di emergenza globale.

Quel che è certo è che i tanto vituperati vaccini, al centro di aspre polemiche negli ultimi anni, sono tornati al centro dell’attenzione pubblica in termini positivi, per quel che sono. Imprescindibili strumenti di sanità pubblica e di tutela collettiva.

Autore: Silvio Paone, dottore di ricerca in Malattie Infettive, Microbiologia e Sanità Pubblica

 Immagine: Progetti di sviluppo di vaccini divisi per tipologia e fase di avanzamento

 

 

 

 

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