Il Mare Nostrum dimenticato torna ad essere al centro
Ecco il primo rapporto sullo sviluppo delle Autostrade del Mare, mentre sul convegno di Carrara vi rimando al bell’articolo di Duccio Braccaloni, che sta divenendo sempre di più il cuore giovane e organizzativo di Ecofuturo e di Ecquologia, in cui troverete, oltre la cronaca, anche gli atti e la presentazione del rapporto.

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Vorrei entrare quindi nel cuore della discussione, divenuta subito frizzante quando il moderatore ha preso come una critica il fatto che nell’introduzione facevo notare che le autostrade del mare attualmente in Italia spostano meno mezzi in un anno di un solo tratto autostradale come quello che ha fatto la strage di agosto.

Io credo che gli armatori abbiano preso sul serio la sfida di Duel e che dovendo contare solo sui propri mezzi stiano facendo molto e pagando spesso un prezzo salatissimo.  Ma non capiscono che loro, i gestori dei porti (che invece stanno facendo di tutto per rendere complicata la vita di chi va per mare), i lavoratori del mare e i sindaci delle città portuali, dovrebbero chiedere ai governi almeno la par condicio con le altre infrastrutture.

6 miliardi al trasporto su gomma e ferroviario per garantire le linee prive di convenienza economica che altrimenti dovremmo chiudere. ATTENZIONE: contributi annuali e non alle infrastrutture ma al semplice funzionamento e rinnovamento dei mezzi, 1,3 miliardi al trasporto aereo per il risparmio sulle accise dei carburanti che ovviamente fanno danni all’ambiente e che appesantiscono il conto delle ferrovie per una concorrenza inutile e dannosa.
Ovviamente regioni, politici, comuni, ecc tutti a chiedere più fondi per il trasporto pubblico locale invece sugli aerei tutti zitti, una dazione inutile, dannosa e vergognosa.

Sul mare, nel complesso, si investono per sostenere le rotte delle isole meno di 200 milioni l’anno!

Ovvero l’infrastruttura che emette emissioni (pur utilizzando per i motori un carburante peggio dell’asfalto delle strade che deve essere portato a 140 gradi di temperatura per poter essere immesso nel motore) inferiori al 98% del trasporto su strada. Faremo il confronto presto con il trasporto aereo ma è ovvio che il confronto sarà impietoso, ottiene finanziamenti ridicoli e quindi manca di rotte per gran parte dei porti e dei percorsi nazionali.

Sui finanziamenti al mare tutti ma proprio tutti sempre contro, interrogazioni in Parlamento e gli armatori che invece di alzare la voce quasi se ne vergognano. Processi di privatizzazione su cui nessuno o quasi ha avuto nulla da ridire. Insomma il mondo del mare non ha la forza mentale di uscire allo scoperto, di unirsi e chiedere che si crei finalmente l'infrastruttura che manca al paese ovvero LE AUTOSTRADE DEL MARE con rotte che siano quotidiane con arrivi e partenze certe, con la sburocratizzazione delle procedure, mettendo intorno a un tavolo ministeriale TUTTi gli attori, dalle Capitanerie di Porto alle Porto Authority che oggi ci danno giù di fantasia, ognuno a casa loro.

La “Riforma Delrio”, che ha creato di nuovo "Le Repubbliche Marinare", dimenticandosi che allora erano quattro e invece ne ha fatte 18 per moltiplicare campanili e poltronifici, sta determinando la paralisi su tutte le scelte e basta un bischero seduto sulla poltrona sbagliata per inceppare 17 intelligenti: per cui occorre un decreto urgente che obblighi la semplificazione ed unificazione delle procedure sia delle Capitanerie sia delle Port Authority, prima ovviamente di cancellarle tutte e di creare un unica autorità portuale e un unico comportamento delle capitanerie.

Occorre che il Green Port, su cui lavorarono a lungo i tecnici del ministero nel precedente governo, ma che evidentemente a Galletti non interessava e che invece Costa ha subito adottato, sia applicato e implementato con le nuove tecnologie, dagli ecodragaggi al bio gnl, per disinquinare le aree portuali e rendere friendly per tutti gli abitanti delle coste l’aumento del traffico navale che deriverà dalla nascita delle autostrade del mare.

Gli Ecodragaggi per ripulire i porti dai vecchi inquinanti, per aumentare i fondali dove serve per gli attracchi, per ripascere le spiagge andate in erosione per la sciagurata moltiplicazione dei porti, porticcioli, porticini (certo siamo dei geni del mare, abbiamo nel complesso quasi 500 tra porti ed attracchi, ovvero le stazioni, ma non abbiamo fatto le rotte ovvero i binari del mare). La riconversione dei motori navali per andare a gnl e bio gnl è oggi indifferibile e possibile grazie allo sviluppo della tecnica di liquefazione microscale e alla diffusione della rete del metano e degli impianti di biogas trasformabili in biometano, sempre che si smuovano degli incagli procedurali di cui il Ministero ha preso visione e che ha promesso di affrontare.

Il convegno sulle Autostrade del mare, non dimentichiamocelo, è stato possibile grazie all’impegno di Ecofuturo e Giga, ma anche di Fiera di Carrara e del Gruppo Grendi che ha sponsorizzato l’iniziativa e ha presentato un innovativo e proprio sistema di carico che minimizza del 125% i consumi globali di carburante per pezzo imbarcato. Ovvero il gruppo più longevo e più piccolo di tutti gli attori presenti, grazie alla lungimiranza del suo amministratore Musso, ha consentito questo evento. Speriamo che gli altri attori mettano altrettanto impegno perché avvenga questo fantastico cambiamento.

Permettetemi di ringraziare però tutti gli interlocutori intervenuti e di cuore per aver accettato di esserci e a cui diamo appuntamento presto al Senato per riproiettare la puntata di Ambiente Italia del 2004, ovvero l’evento da cui presero a crescere in maniera esponenziale le autostrade del mare con la presenza del Presidente Coltorti, della senatrice Ricciardi e del Sen. Mallegni, presenti all’evento assieme al sottosegretario Rixi.

Finisco con i conti del Rag. Roggiolani come faccio nelle puntate di Ecofuturo in onda su 81 reti private locali e internazionali oltre che sul sito del Fatto Quotidiano: “Le infrastrutture via terra costano all’Italia 6 volte in più della media europea, quelle del mare costerebbero 6 volte in meno della media europea, non le facciamo solo perché i gestori autostradali ci hanno clonato una parte del cervello facendoci diventare un popolo di navigatori pentiti e diciamocelo… un po’ fessi no?”.

P.S.: Le autostrade del Mare saranno al centro di una giornata del prossimo Ecofuturo dal 25 al 29 giugno a Padova.

Fabio Roggiolani - Cofondatore Ecofuturo Festival 

Articolo Originale PeopleforPlanet con il link della diretta Facebook

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