Giù le mani da Fridays for Future! Non rubate il futuro ai ragazzi!

Mentre abbiamo ancora negli occhi le bellissime manifestazioni del 15 marzo, con milioni di ragazzi che in tutto il mondo hanno pacificamente invaso piazze e strade per rilanciare il grido di Greta sulla giustizia climatica, registriamo alcune vicende su cui riflettere.

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E’ iniziata, infatti, una campagna di odio e delegittimazione della giovane ragazzina svedese, con tanto di diffamazioni, fake news e false fotografie, portata avanti da tutto un mondo politico ed economico, che, terrorizzato dalla messa in discussione di paradigmi consolidati, continua ad anteporre spregiudicatamente i propri personali interessi a ogni forma di solidarietà. Perché il punto è proprio questo, per evitare la catastrofe del pianeta bisogna porre fine al saccheggio speculativo di ogni risorsa pubblica, in primis dell’ambiente, ricercando una condivisione internazionale delle soluzioni scientifiche con cui rispondere alle drammatiche sfide incombenti. Greta in tutto questo è stata la miccia, perché i simboli spesso servono, ma ora non è più sola, così come non sono più soli gli attivisti e gli scienziati che da decenni lanciano allarmi e soluzioni per invertire la rotta e salvarci tutti.

 

Proprio per quanto detto, preoccupa quello che è accaduto al movimento spontaneo italiano dei Fridays for Future. Nella notte tra l’8 e il 9 marzo, infatti, una sola persona ha estromesso tutti gli altri amministratori delle pagine social, referenti delle varie realtà locali del movimento, e il 18 marzo, solo tre giorni dopo lo sciopero globale, ha annunciato la costituzione di un’associazione, chiamata “Futuro Verde”, con tanto di quota d’iscrizione. Il tutto senza che vi siano state assemblee nazionali di questa mobilitazione o qualsiasi processo minimamente democratico che abbia legittimamente portato a una decisione così importante e delicata. Un’iniziativa che suona furbesca e completamente antitetica con lo spirito libero e collaborativo di un movimento di studenti. Certamente tutti sono liberi di fondare nuove associazioni, ma il metodo, sperando di sbagliarci, fa più pensare a qualche giovane rampante che voglia “guadagnare” dalla mobilitazione di questi mesi. Veramente brutto quindi che un ristretto gruppo di persone si sia impossessato di una rete social tramite modalità assolutamente non trasparenti e con fini ignoti ai più. Desta infatti molto sospetto che tale associazione, come si può evincere dallo statuto on-line, sia stata fondata già tempo fa (31 gennaio 2019) e che abbia già eletto tutte le sue cariche, tre italiani residenti in Belgio, tra cui il vicepresidente di Stand Up For Europe. 

 

Per questo come redazione di Ecquologia e come membri di EcoFuturo Festival rilanciamo l’appello circolato in rete di tutti i gruppi locali e invitiamo a togliere il “Mi Piace” a: https://www.facebook.com/fridaysforfutureitaly

 e seguire queste nuove pagine social:

Sito >>> fridaysforfutureitalia.it

Facebook >>> https://www.facebook.com/FridaysItalia

Instagram >>> https://www.instagram.com/fridaysforfutureitalia/

Twitter >>> https://twitter.com/fffitalia

La battaglia per l'ambiente deve essere portata avanti democraticamente e salutiamo quindi positivamente la decisione delle varie realtà locali dei Fridays For Future di lanciare di un’assemblea nazionale costituente per una discussione democratica e partecipata, al fine di creare un’organizzazione migliore e ben definita, che collabori sulla base delle regole su cui il movimento internazionale inspirato da Greta Thunberg si fonda, ossia apartiticità, pacifismo e pieno riconoscimento delle indicazioni scientifiche in vista della produzione di richieste e obiettivi condivisi a livello nazionale.

La Redazione di Ecquologia 

 

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