Conferenza Stampa "Geotermia a zero emissioni": il resoconto

Una conferenza stampa che ha fatto un preciso punto della situazione circa la Geotermia a zero emissioni, che vede l'Italia leader mondiale della produzione di impianti a ciclo binario e reimmissione totale con ancora nessun impianto del genere in esercizio entro i confini nazionali. Un appello forte quello lanciato dalla Associazione Giga-FREE e dalla Rete Geotermica, verso le forze politiche per cercare finalmente di esprimere il meglio di queste tecnologie proprio nel paese dove la geotermia termoelettrica è nata oltre un secolo fa.

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Il sistema industriale della geotermia a ciclo binario e a reiniezione totale, si è è presentato a Roma, presso l’Università La Sapienza, mostrando la propria capacità tecnologica, la leadership mondiale e i numeri diretti e di indotto, oramai superiori alla geotermia classica, pur non avendo, ad oggi, ancora realizzato, a causa di arretratezze culturali e lentezze burocratiche, alcun impianto nel nostro paese.

Una partecipazione significativa quella della Conferenza stampa con l'introduzione di Fabio Roggiolani, Vice Presidente dell'Associazione GigaFREE-Ecofuturo ed Aurelio Cupelli, Direttore Rete Geotermica che hanno tracciato il quadro della situazione e delle azioni importanti da intraprendere per la svolta geotermica in Italia. 

Elemento centrale della Conferenza Stampa sono state poi le eccellenze tecnologiche italiane dell'ambito della geotermia a zero emissione e reiniezione totali, con un significativo parco installato nel mondo, come Turboben con l'Ingegner Marco Baresi, ed Exergy con L'Ingegner Luca Xodo di Exergy.

Le conclusioni sono state poi affidate al Professor Livio De Santoli, Prorettore all’energia dell'Università La Sapienza di Roma ed a G.B. Zorzoli, Presidente del  Coordinamento FREE.

La maggioranza dei nuovi impianti geotermoelettrici costruiti oggi nel mondo è a ciclo binario con reimmissione totale e la maggioranza di tali impianti è prodotta da imprese italiane, con tecnologia italiana. Presto un impianto di questo tipo verrà installato anche nel nostro paese. Con questa Conferenza Stampa, vogliamo comunicare la raggiunta maturità del settore e la capacità di operare in diverse condizioni di fluido geotermico profondo. Questo affinché il decreto FER 2 di imminente emanazione sia opportunamente orientato a sostenere tecnologie flessibili e ad impatto zero, con un alto valore occupazionale per il nostro paese.

Questo il dettaglio dei singoli contributi:

Fabio Roggiolani Vice Presidente Ass.Giga-Ecofuturo

E’ davvero ancora poca la geotermia nel mondo se si pensa che solo in Italia ci solo 18.000 MW installati di fotovoltaico, dal momento che costa molto in fase di investimento e richiede dai 5 ai 10 anni medi per la messa in esercizio di un impianto di grandi dimensioni. Si tratta di impianti che poi durano per una vita e sono di gran lunga gli impianti rinnovabili, se fatti a ciclo binario, piu longevi e generosi in quanto offrono anche calore oltre all’energia elettrica da due a quattro volte l’installato. Solo nelle aziende Exergy e Turboden sono impiegati 400 addetti diretti con un indotto di oltre il 50% del fatturato. Il totale degli occupati che ruotano attualmente intorno alla geotermia a ciclo binario in Italia, sono oltre 1800 occupati. Con lo sviluppo possibile, di cui parlerà successivamente Aurelio Cupelli, in pochi anni possiamo più che raddoppiare questo numero.

Aurelio Cupelli – Rete Geotermica

Dobbiamo dare atto all’attuale Governo che, se non avesse dato la proroga di 2 anni per i primi 30 Mw di impianti a ciclo binario innovativi, sarebbe inutile oggi anche questa conferenza stampa e l’Italia avrebbe dato un grave colpo ad una leadership tecnologica e a centri di ricerca di eccellenza che sono rappresentati dalle aziende aderenti alla Rete Geotermica, una rete di impresa nata con l’adesione di quasi tutto il settore (quello che ha accettato la nostra policy) che ruota intorno alla geotermia innovativa. La taglia scelta per i primi progetti innovativi è di 5 Mw ma, come abbiamo visto, oramai abbiamo capacità per costruire impianti ben più potenti, adattati alla quantità di risorsa rinvenuta e disponibile, una flessibilità positiva per le autorizzazioni a venire o anche per questi stessi impianti, potrebbe consentire di far crescere la taglia e di far ridurre, in proporzione inversa, l’incentivo previsto. Nell’anno in corso, almeno 3 dei 6 impianti innovativi entrati a registro, dovrebbero poter partire ed arrivare in esercizio nel 2022 e potrebbero generare globalmente 1 miliardo di euro di investimenti e circa 2000 addetti sul territorio, dall’uso del calore offerto gratuitamente. Importante rilevare come gli 840 Mw di impianti geotermici installati in Italia, hanno una produzione equivalente a 6000 Mw installati di fotovoltaico o 3500 Mw installati di eolico. Inoltre la geotermia produce altrettanti Mw, fino al doppio a seconda delle caratteristiche dei campo intercettati, di calore.

Marco Baresi - Turboden, vice presidente dell’associazione europea dei produttori geotermici EGEC

La geotermia nel mondo è diffusa oggi con una potenza installata pari a 14.600MW. 5 paesi al mondo hanno raggiunto i 1000 Mw installati con l’Italia che, con i suoi 844 Mw è scesa al settimo posto. In Europa sono presenti 108 impianti geotermoelettrici ed oltre 200 teleriscaldamenti. Turboden ha mostrato come gli impianti Rankine, altro modo di chiamare gli ORC (Organic Rankine Cycle) o ciclo binari, dal nome dell’inventore, non sono più impianti giocattolo. Si tratta di una tecnologia perfetta per il capacity market ed ha un costo competitivo sul lungo periodo. Turboden, oggi al 51% di Mitsubishi, nasce come startup su iniziativa di Mario Gaia, professore di energia presso il Politecnico di Milano ed ha oggi 370 impianti in 42 paesi per 600MW di installato con il primo in servizio dal 1998, e 15 milioni di ore di operation. La gamma impiantistica di Turboden dispone di impianti fino a 20 mw su singola turbina sia per geotermia che per recupero di calore oltre a biomassa di scarso valore come potature, tecnologia flash stream e tecnologia binaria che permette di disaccoppiare il fluido dalla fase produttiva della turbina e quindi permette la reiniezione di fluidi e gas per temperature fino a 200 gradi. In Baviera, regione non vocata alla geotermia, vi sono 5 impianti che prelevano a 5 km di profondità, fluidi a temperature da 118 a 190 gradi e questo è quello che si puo fare in gran parte dell’italia, allocando gli impianti vicino ai centri abitati (città e paesi) potendo valorizzare pienamente il potenziale geotemrico sia per la produzione di energia elettrica che di calore da diffondere con reti di teleriscaldamento. Dal 1988, anano in cui Turboden ha realizzato un impianto nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale in Zambia, siamo arrivati all’etichetta ETIP DG, ovvero all’etichetta di innovazione geotermica per impianti innovativi della commissione europea. Per portare questa tecnologia alla grid parity, come già avvenuto per il fotovoltaico, grazie alla politica degli incentivi, occore che il Governo inserisca un contingente di potenza da incentivare di almeno 150/200 MW geotermici e tutti ovviamente a impattozero con questo tipo di tecnologia, da inserire nel FER2.

Luca Sodo - Exergy

L’intervento di Luca Sodo Exergy, societa del gruppo Maccaferri che ha sede vicino a Milano, è la seconda società al mondo in termini di potenza di impianti binari installati. Nella presentazione allegata, viene presentato, tra gli altri, l’impianto dell’isola di Terceira, nell’arcipelago delle Azzorre, che garantisce un terzo dell’energia consumata dall’isola sia per calore che per produzione elettrica. L’impianto presentato dimostra come la geotermia innovativa possa inserirsi anche in zone molto delicate paesaggisticamente come le nostre isole vulcaniche. A Terceira l’impianto lavora su una temperatura di 240 gradi e quindi siamo ormai in condizioni in Italia di intervenire anche su campi geotermici ad alta entalpia con i cicli binari. Nel 2012 Exergy ha realizzato a Bagnore, in Amiata, un impianto da 1 MW, in cascata di un impianto flash. Il Gruppo ha realizzato impianti singoli anche da 28 Mw, come l’ultimo impianto realizzato in Turchia e, sempre in Turchia, in un solo sito sono stati installati 6 moduli per arrivare a produrre contemporaneamente 100Mw, già operativi. L’approccio di Exergy ha posto sempre una grande attenzione ai diritti umani e ai diritti del territorio . Gli impianti realizzati hanno un fermo operativo di sole 8 ore all’anno, quindi gli incentivi che chiediamo per la geotermia a ciclo binario e a reiniezione totale, non servono per creare una bolla speculativa ma per accompagnare alla maturità economica la fonte rinnovabile più continua e duale esistente.

G.B. Zorzoli – Presidente Coordinamento FREE

E’ quasi un miracolo che queste tecnologie di geotermia rinnovabile abbiano sviluppato grandi aziende nel nostro paese, senza poter vedere installato alcun impianto in Italia. Il Governo attuale ha proseguito nella scelta sbagliata di dividere in due parti il decreto per le energie rinnovabili, ovvero le consolidate nel primo (FER1) e quelle innovative nel secondo (FER2). Stiamo parlando di decreti che dovevano essere emanati già nel 2016, mentre, ad oggi, il primo sta ancora rimbalzando tra Roma e Bruxelles, con la Conferenza Stato-Regioni che di questo rimbalzo porta ampie responsabilità. Chiediamo un incontro ufficiale del Governo e in particolare del Sottosegretario Crippa cone Rete Geotermica ed Associazione Giga-FREE e un confronto diretto anche con il GSE.

Livio De Santoli – Prorettore all’energia Università La Sapienza

De Santoli sottolinea l’affidabilità della geotermia a ciclo binario di produzione italiana, rimarca inoltre la continuità della produzione, la rinnovabilità data dalla reimmissione totale che rende il ciclo a zero emissioni, dimostra l’enorme capacità espansiva di questo settore nel nostro paese e nel mondo. L’incremento assegnato alla geotemria nel PNEC è del 20% e non è assolutamente sufficiente, considerando che invece potrebbe avere, almeno in previsione, uno sviluppo di oltre il 50%. Scarsa conoscenza e mancanza di strategia possono trasformare questa straodinaria possibilità di sviluppo nel suo esatto contrario, come avvenuto per le pompa di calore di produzione italiana, ambito nel quale è rimasta in Italia una sola industria. Inviteremo le presidenze delle commissioni industria ed ambiente a visitare le imprese italiane e gli impianti già costruiti in Baviera, prima che, come avvenuto nel settore delle pompe di calore, una sola industria è rimasta nel nostro paese.

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La Redazione di Ecquologia

 

 

 

 

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