I nuclearisti non si fanno scrupoli a sfruttare la tragedia giapponese...

nucleareI nuclearisti, e tra i primi Chicco Testa e Enzo Gatta, non si fanno scrupoli a sfruttare la tragedia giapponese per contrabbandare il nucleare come una tecnologia sicura.

Vergogna!, è la prima parola che ci viene in mente ascoltando Chicco Testa e Enzo Gatta, rispettivamente a Otto e Mezzo su La7 e a Agorà su RAI 3, che di fronte alla notizia di una fuga radioattiva dalla centrale nucleare di Fukushima si arrampicano sui vetri e sfornano menzogne su menzogne per dichiarare il nucleare una tecnologia sicura.

Lungi da noi pensare che esistano tecnologie immuni da rischi, ma sentire qualcuno che dichiara l'idroelettrico più rischioso del nucleare evidenzia la capacità mistificatoria nel quale il dottore in Filosofia Enrico Testa è maestro. Certo il crollo di una grande diga può causare, ed effettivamente quando è accaduto lo ha fatto, migliaia di morti ma non si può negare, forse con un po' di cinismo, che l'evento finisce li. Un evento da evitare, una possibilità da studiare attivamente e costantemente per minimizzarne il rischio di accadimento, ma assolutamente imparagonabile con ciò che è accaduto a Cernobil, dove un incidente nucleare di rilievo nell'immediato ha fatto forse meno morti del crollo della diga cinese di Banqiao, ma che ha minato permanentemente la salute di migliaia di persone e quella della loro prole, della prole della loro prole e, ancora, della prole della prole della loro prole.

A sentire i due nuclearisti italiani, per la verità due veri ciarlatani, l'attuale tecnologia nucleare sarebbe più che sicura, sicura al punto che in caso di rischio di incidente sarebbe possibile spegnere i reattori.

Credo che nel sentire queste parole chiunque mastichi un po' di fisica si sia sentito offeso, non ci è purtroppo noto se i morti possano ascoltare, ma se ciò fosse possibile i coniugi Curie, come Fermi o Heinstein, si sarebbero rivoltati nella tomba. E' infatti noto anche ad uno studente delle superiori, se non delle medie inferiori, che è impossibile bloccare una reazione a catena, al massimo l'unica cosa che si può fare è interromperne l'alimentazione. Ma, come ampiamente dimostrato a Cernobil, la reazione continua, e va avanti per anni fino a che il materiale fissile usato come “combustibile” non ha completato la sua trasmutazione. Ci vogliono anni, talora decenni, altro che girare un interruttore e spegnere la centrale!

Volgarizzando la spiegazione è molto semplice. Se, semplificando volgarmente, assimiliamo la reazione di fissione nucleare ad una combustione la cosa diviene evidente. Una combustione prevede la presenza di un combustibile e di un comburente che entrano in contatto e quindi reagiscono. Il comburente ossida il combustibile che, logicamente, viene ridotto. Anche in questo caso la reazione va avanti fino a che uno dei due componenti non finisce o fino a che un evento esterno, ad esempio un getto d'acqua, non li separa. Cosa assi diversa è una reazione termo-nucleare, dove il comburente non esiste e dove, a causa delle elevatissime temperature di reazione e della radioattività, non c'è modo di allontanare o di disattivare le barre fissili in reazione.

Mentre è possibile spegnere un incendio utilizzando dell'acqua (o quando questa non ha effetto un liquido “estinguente”), che “rivestendo” il combustibile lo separa fisicamente dal contatto con il comburente, non esistono “soluzioni” atte a interrompere una reazione a catena. L'unico modo di fermare la reazione è aspettare, far trascorrere il tempo, il tempo necessario affinchè la reazione si completi a seguito del completo decadimento del “combustibile” fissile presente nel reattore!

Lo “scienziato” Chicco Testa ha poi dato un'eccezionale prova della sua capacità di scalatore di pareti di cristallo quando, nel tentativo di minimizzare ciò che pare stia accadendo in Giappone, ha affermato: ….. dalle informazioni che ho non c'è niente, ma se c'è qualcosa si tratta solo di un problema di raffreddamento! ….......

Solo?, ma il filosofo prestato prima alla politica e poi all'Enel, non sa che la parte più delicata di un reattore termo-nucleare, al di là della sua generazione, è proprio il sistema di raffreddamento? Il “volta gabbane” non è stato informato che il rischio corrispondente ad una tale banalità è proprio la fusione del nocciolo? La sua memoria è così corta da fargli dimenticare quale fu la vera causa dell'incidente di Cernobil? Credo che chi ci legge, se non è troppo giovane per ricordare, non lo abbia dimenticato: il disastro di Cernobil fu innescato proprio da un malfunzionamento dell'impianto di raffreddamento!

Non nutriamo grande stima per la Clinton ma, a differenza di quanto affermato dai due “geni”, non riteniamo possibile che una “cretina” possa assumere la carica di segretario di Stato della maggior potenza mondiale. Legittimo pensarla diversamente, ma assurdo ironizzare sulle dichiarazioni rilasciate dalla statista circa l'invio in Giappone di liquidi speciali di raffreddamento. Se è comprensibile che un laureato in filosofia conosca ben poco la chimico-fisica, un laureato in ingegneria elettronica come Gatta deve per forza aver fatto almeno un esame di chimica. Da questo si desume essere impossibile che egli non conosca l'effetto ebullioscopico e quello crioscopico che ha una qualsiasi sostanza, un sale ad esempio, disciolta in acqua. E' il motivo per il quale l'acqua di mare bolle a temperature superiori rispetto all'acqua dolce, ed è proprio per questo motivo che l'aggiunta di particolari molecole, metalloidi ad esempio, all'acqua deionizata utilizzata per raffreddare i reattori nucleari può, in casi di criticità, aiutare a minimizzare il problema! Altro che fiaschi d'acqua americani o acqua di mare utilizzata al posto dell'acqua deionizzata (incrosterebbe velocemente le tubazioni favorendo il disastro)!

Emblematici sono stati poi i passaggi nei quali, con l'aiuto involontario dei conduttori, i due “eccelsi” hanno cercato di dimostrare come vera l'improbabile equazione nucleare = autosufficienza energetica. E' infatti noto che l'uranio, lasciamo stare l'isotopo necessario per non complicare il discorso, cresce ubiquitariamente come la gramigna e quindi ….... La realtà è, guarda caso, diversa. L'uranio è uno degli elementi inesistenti in natura in forma elementare ed i minerali che lo contengono sotto forma di sale sono rarissimi, rarissimi al punto che, in quantità economicamente utilizzabile, sono tra i meno diffusi sulla crosta terrestre. La loro presenza è per di più concentrata in ristrette aree del pianeta e, se si escludono il Canada e Australia che ne dispongono di una quantità già di per se insufficiente a soddisfare il proprio fabbisogno, le altre aree geografiche corrispondono ad aree a forte instabilità geo-politica e, non secondariamente, le miniere sono controllate da multinazionali a capitale francese, americano e russo.

Altro che petrolio!, se è vero che abbiamo già superato il picco è anche vero che il petrolio è una risorsa piuttosto diffusa e quindi reperibile da “consorzi” diversificati e, talora, antagonisti.

La verità è, in realtà una sola: ….. il sole, il vento e l'acqua che fluisce sono le uniche risorse diffuse che non hanno padroni!

Stendiamo poi un velo pietoso sull'interpretazione dei dati circa le possibilità offerte dalle rinnovabili che, per la verità timidamente, Silvestrini ha cercato di mettere in campo, o sulle considerazioni, anch'esse inefficaci per motivi di spazio lasciato dal conduttore di Agorà, portate da Bonelli, ma a tutto c'è un limite! Cari imbonitori del terzo millennio è finito il tempo in cui i venditori di callifughi miracolosi stordivano i mercati rionali declarando le panacee di quel fluido estratto dal fegato del “pastoravacche”, serpentello che si nutriva esclusivamente con il latte delle bufale maremmane esistito solo nella loro testa, la gente è sveglia e, grazie a Internet, se vuole anche correttamente informata: non sarà la calcolata mistificazione, non sarà la vostra evidente faziosità, a convincere gli italiani che il nucleare è una tecnologia sicura. E proprio perchè così non è vi troverete sepolti da una valanga di NO!

Sauro Valentini (ecologo industriale ed esperto di sistemi di trasformazione energetica) & Fabio Roggiolani (imprenditore delle rinnovabili)

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