Smart City nel mondo: 4 diverse configurazioni a confronto

Un modello di riferimento a cui tendere nella società connessa nell'era dell'IoT (internet delle cose) per cercare la ottimale convivenza tra tecnologia e qualità della vita e dell'ambiente, con oltre il 55% della popolazione mondiale che vive nelle città, è rappresentato indubbiamente dalla progettazione dei nuovi modelli di smart city (città intelligenti), alle quali un team di ricercatori statunitensi della Penn State ha dedicato uno specifico studio che ha preso in considerazione ben 60 diverse iniziative di smart city nel mondo.

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Un concetto davvero ambizioso e ricco di buoni propositi, quello che sta dietro alla definizione generale di smart-city, orientato a costruire un "modelli di città capaci di gestire intelligentemente le risorse, orientandosi a divenire economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, sviluppando nuovi modelli per la mobilità urbana, con una grande attenzione alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini. 

Dal momento che i progetti di smart city hanno iniziato la loro diffusione nel mondo ben prima ancora che fosse definito uno standard a cui fare riferimento, come spiega uno dei ricercatori, Krishna Jayakar, professore di telecomunicazioni alla Penn State University Le città intelligenti sono quelle che usano nuove tecnologie di informazione e comunicazione per risolvere problemi urgenti – come alloggi, trasporti ed energia – nella pianificazione e nella governance urbana. Tuttavia, il termine smart city rimane più una parola d’ordine che un programma d’azione chiaramente articolato.

E' proprio questa esigenza di chiarezza sul tema a muovere i ricercatori per determinare approcci quanto più possibile condivisibili. In sostanza  Jayakar insieme ad alcuni suoi colleghi membri del team di ricerca, ha analizzato gli attuali programmi municipali intrapresi in ottica smart city, con l’obiettivo di identificare i principali modelli di smart city.

In un articolo pubblicato online il 5 luglio sulla rivista Telecommunications Policy (testo in inglese), gli scienziati spiegano il lavoro svolto, che li ha portati a studiare 60 progetti urbani distribuiti in ogni parte del pianeta.

Gli innesti dei nuovi approcci smart come l'applicazione delle tecnologie intelligenti a livello urbano, dalle infrastrutture digitali ai trasporti innovativi, è avvenuto nei tessuti urbani con modalità differenti in funzione delle diverse realtà analizzate. Grazie ad una analisi delle diverse configurazioni scaturite, il team ha identificato le combinazioni di progetti che vengono più frequentemente combinate insieme, facendo scaturire quattro modelli prevalenti nell'ambito nell'ambito di ciascuno dei quali sono state individuate alcune grandi metropoli del mondo.

Modello Essential Services (tra le quali Tokyo e Copenaghen)

Si tratta di un modello di smart city caratterizzato dall’utilizzo delle reti di telecomunicazioni nei loro programmi di gestione delle emergenze e nei loro servizi di assistenza sanitaria digitale. Si tratta di città che dispongono di buone infrastrutture di comunicazione, potendo quindi già investire in programmi smart già ben individuati e più specifici. 

Modello Smart Transportation (tra le quali Singapore e Dubai)

Si tratta di un modello di smart city che si trova in città densamente abitate, nelle quali sono stati avviati interventi di trasporto intelligente, che devono affrontare anche quotidiani problemi nello spostamento di passeggeri e merci nella loro area urbana. Un modello caratterizzato da iniziative per il controllo della congestione del traffico con trasporti pubblici intelligenti come car-sharing, auto a guida autonoma e utilizzo di tecnologie dell’informazione e della comunicazione. 

Modello Broad Spectrum (tra le quali Barcellona, Vancouver e Pechino)

Il Broad Spectrum Model è un modello di smart city che caratterizza città che hanno privilegiato soluzioni intelligenti per i servizi urbani, come acqua, liquami e  gestione dei rifiuti, e monitoraggio e controllo della qualità dell'aria, caratterizzate da un elevato livello di partecipazione civica. 

Modello Business Ecosystem (tra le quali Amsterdam, Edimburgo e Città del Capo)

Si tratta di città nelle quali risulta particolarmente sviluppato il modello di ecosistema aziendale, maggiormente orientato a sfruttare al massimo il potenziale delle tecnologie dell’ITC per l'avvio delle attività economiche. E' un modello in cui si configurano città che hanno fatto della formazione delle competenze digitali, un elemento fondamentale di accompagnamento necessario per la creazione di una forza lavoro qualificata e la promozione delle aziende ad alta tecnologia. 

Come ha affermato il coordinatore del tema di ricerca della Pen State, Krishna Jayakar, I nostri risultati possono fornire ai pianificatori urbani informazioni su progetti specifici e modelli implementati sul campo da altri pianificatori”.

Uno studio importante che fa una fotografia dello stato dell'arte, nell'attuazione delle smart city nel mondo, davvero molto utile per proseguire il cammino in questo passaggio così importante sia per le grandi opportunità che il mondo digitale offre, coniugandoli al meglio con il livello di protezione che lo stesso impone a tutela delle pari opportunità per i cittadini e la sovranità digitale delle persone.

 

Sauro Secci

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