“Smart Italy”, un appello per salvare la geotermia sostenibile: Conferenza stampa di lancio a Firenze

Si è svolta oggi, mercoledì 4 febbraio, nella Sala Stampa “Indro Montanelli”, del Consiglio Regionale della Toscana, una sentitissima e partecipata conferenza stampa di lancio dell’appello “Smart Italy”, dopo l’incredibile decisione della Giunta Regionale della Toscana, regione nella quale la produzione di energia da geotermia è nata e si è sviluppata fino dagli inizi del ‘900, di una moratoria di 6 mesi ai permessi di pozzi esplorativi in essere ed anche alla ricerca di cui è ricchissimo il tessuto toscano.

 

Un appello lanciato dal Coordinamento Nazionale FREE, che raggruppa le principali associazioni ambientali, delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica, dei consumatori, del mondo della ricerca scientifica e applicata e dell’Università, a fronte della sconcertante proposta di legge n.27 licenziata dalla Giunta Regionale Toscana nelle scorse settimane.

 

Una decisione che di fatto pone una moratoria di 6 mesi, dopo la quale la Giunta  si impegnerà ad individuare il numero massimo dei pozzi esplorativi da autorizzare ed i criteri e i parametri per la loro corretta distribuzione sul territorio senza riferimenti minerari e prevaricando i diritti acquisiti.

Una decisione davvero incredibile, dove proprio il Presidente di una Regione, come la Toscana, patria storica della geotermia, decide di bloccare i 31 permessi per pozzi esplorativi in essere per 6 mesi per decidere successivamente in quali zone sarà possibile sviluppare la geotermia, indicandone inoltre la potenza massima, limitando in questo modo la sostituzione di risorse fossili con fonti rinnovabili. Una serie di permessi esplorativi per i quali la Regione ha già ricevuto circa 1,5 milioni di euro l’anno di canoni, da una virtuosa filiera fatta di tante aziende anche toscane raccolta sotto la “Rete Geotermica”, ora messe davvero in grandissima difficoltà da questa improvvida scelta.

Una moratoria stimolata dai comitati nimby e basata su un calcolo del cosiddetto burden sharing (la divisione degli impegni ambientali degli obiettivi comunitari fra le diverse Regioni) interpretata dalla Toscana come tetto massimo, anziché come obiettivo minimo. Una decisione che va a tagliare le ali proprio alle nuove soluzioni della cosiddetta “geotermia 2.0”, oggi disponibili e che pongono finalmente anche questa fonte rinnovabile storica, al pari di altre rinnovabili sempre più scalabili e distribuite come fotovoltaico ed eolico, nel nuovo modello energetico distribuito, finalmente partecipativo e democratico, fatto di tanti piccoli impianti, a reiniezione totale dei fluidi geotermici e con la soppressione delle grandi criticità ambientali poste dai grandi impianti esistenti.

Una decisione, quella della moratoria sui 150 nuovi MW geotermici da installare prevista dal PAER, che rischia paradossalmente di favorire ancora una volta l’ex monopolista, in un settore di fatto ancora in regime di monopolio a distanza di anni dal decreto di liberalizzazione del mercato elettrico.

Coordinatore della conferenza stampa, che ha visto la partecipazione e la piena adesione del Consigliere Regionale di SEL, Mauro Romanelli, il Vice Presidente GIGA, Fabio Roggiolani, che ha fatto una ricostruzione cronologica degli eventi, per passare poi la parola a personaggi di riferimento delle politiche ambientali nazionali, come Jacopo Fo, attore e libero ecologista e Francesco Ferrante, Vice Presidente di Kyoto Club,  e grande esperto di politiche energetiche, collegati in videoconferenza.

Un intervento di ampio respiro sulla evoluzione del sistema energetico italiano è stato poi quello di Alessandro Visalli, Coordinatore Nazionale FREE, seguito da approfondimento sull’argomento centrale a cura del Presidente GIGA, l’associazione che si batte da tempo per una nuova geotermia, dottor Sauro Valentini. Ma una bellissima risposta durante la Conferenza Stampa, è anche quella arrivata in maniera davvero compatta e coesa, dal mondo della ricerca e delle Università toscane, dove la geotermia ha sedi elettive di riferimento a livello mondiale, rappresentato dalla Università di Firenze, con i professori Giuliano Gabbani ed Enrico Pandeli, dal Professor Franco Donatini, del dipartimento di energetica dell’Università di Pisa e con il sostegno all’iniziativa da parte del Professor Riccardo Basosi, dell’Università di Siena e responsabile nazionale del Governo Italiano nella Ue per il piano climatico nell’ambito IPCC (International Panel Climate Change).

Intanto tante famiglie toscane sono adesso con il fiato sospeso, come quelle delle maestranze, tutte giovani e di alto profilo professionale di aziende appartenenti alla “Rete Geotermica”, come l’aretina Graziella Green Power, Magma Energy, azienda con sede operativa a Castelnuovo Valdicecina, titolari dei permessi per pozzi esplorativi oggi bloccati dalla moratoria,oltre a primarie aziende nazionali di risonanza internazionale, fornitrici dei nuovi impianti a ciclo binario a reinvenzione totale, come l’emiliana EXERGY (Gruppo Maccaferri) e la lombarda TURBODEN.


Una conferenza stampa che prelude a nuove importanti iniziative di sensibilizzazione per salvare la geotermia dal “volto pulito”; e che vedranno il coinvolgimento, tra gli altri, anche dei giovani impegnati nei corsi di laurea legati allo sviluppo della geotermia, degli atenei toscani.

 

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