Completata la prima abitazione del programma “Active House” anche in Canada

active house canada Dopo il grande successo avuto in Europa e negli Stati Uniti, con numerose realizzazione di abitazione ad alta ed altissima efficienza, il progetto Active House (link network Active House),sbarca anche in Canada dove è stata recentemente inaugurata la Great Gulf House, una realizzazione architettonica che coniuga al meglio le tre fondamentali dimensioni dell’abitare confortevole

, efficiente e sostenibile ambientalmente secondo lo schema delle abitazioni NZEB (Nearly Zero Energy Buildings).

 

Un progetto Active House, scaturito molti anni fa da un’idea di una nota azienda europea leader nella produzione di serramenti e finestre per tetti, che intraprese la realizzazione di una linea di edifici ad alte prestazioni, capaci di integrare tra loro i tre principali e fondamentali fattori legati ad:

  • energia;
  • comfort;
  • qualità ambientale con specifico riferimento all’ambiente indoor.

Tutto questi attraverso l’adozione di superfici vetrate, finestre e lucernari, inseriti anche come elementi tecnologici di valorizzazione. La nuova “Great Gulf Active House” (link sito), è stata costruita vicino a Niagara Region, nella città di Thorold nell’Ontario, e per la prima volta riduce il numero di elementi vetrati utilizzato, tipico delle Active House, adattandolo alle tradizioni locali.

Si tratta di un progetto nato dalla sinergia tra un team di architetti danesi, il prestigioso e pluripremiato studio di architettura di Toronto Superkul, ed il costruttore Great Gulf, vettore principale della diffusione del concetto di Active House nel territorio canadese. Nonostante il numero di finestre inferiore rispetto alle Active House europee, nella nuova realizzazione canadese sono ben 14 i lucernari che inondano di luce naturale la Great Gulf diminuendo drasticamente le esigenze energetiche dell’abitazione. A livello di sistemi attivi poi, ne abbiamo una serie capace di incrementarne notevolmente le prestazioni riducendo i fabbisogni, ed in particolare:

  • impianto tecnologico dual-zone HVAC collegato al cervello domotico “Smart House” permette la regolazione dei parametri climatici interni come temperatura, umidità e ventilazione naturale, in maniera separata per ciascuna stanza, climatizzando solo gli ambienti utilizzati;
  • sistema domotico che gestisce anche l’apertura delle finestre e dei lucernari, le schermature solari esterne ed interne, la pompa di calore connessa all’impianto solare, il sistema con recupero di calore dalle acque di scarico ed il sistema di ventilazione;
  • Illuminazione LED
  • bacino per la raccolta ed il trattamento delle acque piovane.

Un insieme di accorgimenti e di adozioni che consentono alla nuova struttura il raggiungimento di performance assolute nelle tre dimensioni di efficienza energetica, confort e qualità ambientale integrale, come ben riepilogato nel diagramma a radar seguente.

active house value diagram

I consumi elettrici della abitazione poi, provengono da un fornitore locale con fornitura di matrice rinnovabile al 100%. Il comfort interno e tutto quello che gravità intorno alle principali minacce alla base del cosiddetto “inquinamento indoor”, trovano risposte convincenti nella nuova abitazione per determinare una casa all’insegna della salubrità, della sicurezza e del confort assoluto. Una caratteristica che accomuna tutti i progetti targati Active House, orientati al rispetto delle esigenze degli occupanti della casa, e che trova ampi riscontri anche nel Great Gulf House canadese.

Una impostazione così fortemente orientata ai serramenti ed alla illuminazione naturale, non poteva non essere attenta all’orientamento dell’edificio, rigorosamente verso sud e con una attentissima collocazione proprio dei lucernari, oltre che per massimizzare la produzione dell’impianti fotovoltaico e solare termico. Il sistema domotico infine, ideale anello di congiunzione tra efficienza energetica e comfort dell’abitazione, quando la temperatura interna raggiunge i 23°, comanda un sistema di apertura automatica dei finestre-lucernario sul tetto, generando così una naturale ventilazione interna che va ad abbassare la temperatura.

Altro caposaldo fondamentale per la Great Gulf Active House, è costituito dal rispetto per l’ambiente, attraverso una gestione dell’intero processo costruttivo e produttivo dei singoli componenti edilizi, finalizzata ad azzerare il consumo di risorse energetiche non rinnovabili, il consumo di acqua dolce ed i carichi ambientali verso l’atmosfera e il suolo. Un bilancio energetico complessivo, quello della Great Gulf Active House, assolutamente positivo, a tal punto da aver conseguito un ottimo punteggio finale, con la nuova abitazione oggi disponibile sul mercato per tutti coloro che desiderano vivere in una casa sana, ad impatto ridotto e senza sprechi.

A seguire un interessante contributo video del commissario europeo per l'azione per il clima della UE, la danese Connie Hedegaard che illustra il progetto Active House, come approccio nel lambito degli edifici Nearly Zero Energy Buildings



Sauro Secci

 

Segui le notizie di Ecquologia! 

facebook ecquologia official page

Oggi la giustizia russa ha accusato di teppismo/vandalismo (o meglio di hooliganismo, nemmeno fossero ultras della Dinamo Mosca)  26 membri dell’equipaggio su 30 della nave di Greenpeace  Arctic Sunrise. Lo ha confermato a Ria Novosti Mikhail Kreindlin, l’avocato russo messo a disposizione dei suoi attivisti da Greenpeace.  Ieri anche all’attivista italiano Cristian D’Alessandro è stata formalizzata l’accusa di vandalismo.

«Le accuse sono state portate contro altre 9 persone , portando a 26 il numero dei membri dell’equipaggio incolpati di questo delitto», ha spiegato Kreindlin, sottolineando che l’accusa non ha ritirato ancora le accuse di pirateria che pesano  sui militanti ambientalisti, arrestati il 18 settembre dalla Guardia costiera di frontiera russa mentre tentavano di scalare una piattaforma petrolifera di Gazprom nel Mar della Pecora.

Secondo il Comitato d’inchiesta russo il comportamento dei militanti di Greenpeace ha messo in pericolo la vita di chi lavorava sulla piattaforma Gazprom. Vladimir Tchuprov, direttore del programma Artico di Greenpeace Russia, ha risposto che «Le azioni dei militanti di Greenpeace nel Mar di Pecora non possono costituire una minaccia per la vita delle persone che lavorano sulla piattaforma petrolifera Prirazlomnaia. Questa accusa che era stata formulata all’inizio. E’ evidente che le azioni dei militanti ecologisti non possono né perturbare il funzionamento della piattaforma, né costituire una minaccia per la vita del suo personale. Essendo Greenpeace un’organizzazione non violenta, i suoi militanti sono i soli a rischiare la loro salute e la loro vita durante azioni come quella. I militanti di Greenpeace seguono una formazione specializzata prima di prendere parte a manifestazioni di questo genere. Apprendono a comportarsi senza ricorrere alla violenza, ad escludere ogni minaccia ed ad evitare i rischi per gli altri. Questo è il primo principio applicato da Greenpeace durante le sue azioni. L’esperienza dimostra che I militanti ecologisti sono I soli ad esporsi al pericolo. Le operazioni di Greenpeace non hanno mai fatto una sola vittima nel mondo. Le forze dell’ordine non possono non saperlo».

Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, sottolinea che «Le autorità russe hanno formalizzato l’accusa di vandalismo, senza ancora far decadere quella di pirateria come annunciato, ma la sostanza non cambia: la detenzione dell’equipaggio di Greenpeace e dei giornalisti e il sequestro della nave è del tutto illegittimo. Se l’accusa di pirateria si è rivelata inconsistente, quella di vandalismo oltre ad essere ugualmente assurda, mai comunque avrebbe dato il diritto di abbordare la nave di Greenpeace in acque internazionali».

Intanto l’Olanda ha deciso di portare il caso Russia-Greenpeace davanti al Tribunale internazionale del diritto del mare (Itlos), previsto dalla Convenzione Onu sul Diritto del Mare (Unclos) e la prima udienza è fissata ad Amburgo per il 6 novembre. La Russia, pur avendo sottoscritto l’Unclos, ha detto che non parteciperà al processo e non accetterà le decisioni del Tribunale.

Greenpeace fa notare che «Se la Russia dovesse davvero rifiutare la decisione del Tribunale, il risultato sarebbe una crisi generale del Diritto Internazionale ben oltre i limiti della questione tra Russia e Olanda. Il principio della libera navigazione in acque internazionali, che è alla base del diritto marittimo, sarebbe seriamente compromesso. Dal giorno dopo, infatti, chiunque può inventarsi accuse di pirateria come hanno fatto le autorità russe, abbordare e sequestrare chi vuole e poi rifiutare il giudizio del Tribunale internazionale».

- See more at: http://www.greenreport.it/news/comunicazione/russia-contro-greenpeace-hooliganismo/#sthash.NnWIIQBP.dpuf

ecquologia news official twitter

 


BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS

Video

Altri Video
Watch the video

Terra ed Ecologia

Altri Articoli

Energie Rinnovabili

Altri Articoli