Biometano da FORSU: un nuovo impianto a Milano

Con la definizione del quadro normativo di riferimento, sta finalmente prendendo corpo anche in Italia la produzione di biometano. 

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Si tratta di un settore che può già vantare le potenzialità collaudate degli impianti biogas, progressivamente diffusi negli ultimi 10 anni nell'ambito delle agrienergie, anche grazie alla grande opera del CIB (Consorzio Italiano Biogas) in molte aziende agricole per la valorizzazione dei loro scarti, installati per la produzione di energia elettrica e calore e che oggi hanno la possibilità di una ulteriore opzione, con la possibilità di trasformare il biogas in biometano attraverso un processo di upgrading (pulizia). Il altro grande “giacimento” nazionale, ancora quasi completamente da esplorare, è però costituito dal settore dei rifiuti, con particolare riferimento alla raccolta dell’organico, la cosiddetta FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani). Si tratta di un ambito della raccolta dei rifiuti che oggi, grazia anche all’opera del CIC (Consorzio Italiano Compostatori) ha raggiunto oltre 5 milioni di tonnellate raccolte con circa 300 impianti di compostaggio e digestione anaerobica oggi operativi.

Proprio nell’ambito della valorizzazione della FORSU cominciano ad entrare in esercizio i primi impianti integrati per la produzione finale di biometano ed anche Milano, città che si conferma ancora come laboratorio d’avanguardia per la produzione e distribuzione del metano ottenuto dai rifiuti, si appresta ad avere il suo.  Infatti, dopo che nel 2016 Milano è stato il primo comune in Italia a installare un distributore di biocarburante per autotrazione con biometano ottenuto direttamente dalle sue acque reflue, sta ora affrontando un nuovo stimolante progetto per la produzione di un combustibile verde come il biometano a partire dai rifiuti organici (umido). È di questi giorni infatti la notizia del via libera ottenuto da Agatos per la costruzione e messa in esercizio in provincia di Milano del primo impianto di produzione di biometano da FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano). L’impianto, che ha già ottenuto l’autorizzazione unica, sarà basato sulla tecnologia Biosip, processo per la valorizzazione integrale dei rifiuti  sviluppato, brevettato e ingegnerizzato da Agatos e si estenderà su una superficie di circa 12.000 metri quadrati che, dalla sua entrata in esercizio, prevista per la fine del 2018, trasformerà fino a 35.000 tonnellate di rifiuti organici in biometano, acqua distillata e combustibile solido secondario (CSS), in  assenza di odori ed emissioni. Agatos Energia avrà l’incarico esclusivo di implementazione del progetto come EPC responsabile della realizzazione chiavi in mano dell’impianto e della gestione e manutenzione (O&M) nella fase di esercizio post collaudo.

 

Il progetto autorizzato dispone già di contratti di conferimento di FORSU ed ha un valore d’impianto di circa Euro 15 milioni di euro. Si prevede che l’inizio dei lavori avverrà entro la fine del 2017 e il collaudo entro la fine del 2018.

Come spiega in una nota stampa la società concessionaria: “Delle 14 milioni di tonnellate di FORSU prodotte annualmente in tutto il territorio nazionale, il 25% viene smaltito in discarica e il 20% tramite incenerimento, soluzioni di smaltimento attualmente obsolete e dannose per il territorio; solo il 18% dei rifiuti organici viene oggi destinato ai vari trattamenti “biologici” ad “impatto zero”, i quali potrebbero rappresentare la vera efficace alternativa per le oltre 6 milioni di tonnellate di rifiuti organici attualmente destinate alla discarica e all’incenerimento. La sola Provincia di Milano produce annualmente 1.5 milioni di tonnellate di rifiuti, di questi 225.150 tonnellate sono rifiuti organici. Attualmente, le strutture esistenti riescono a gestirne solo meno della metà (43%)”.

Sulla nuova realizzazione anche il commento di Michele Positano, Amministratore Delegato di Agatos Spa, secondo ilquale, “Il progetto autorizzato in provincia di Milano è immediatamente cantierabile ed è una risposta concreta e a bassissimo impatto al problema dello smaltimento dei rifiuti della zona. Stiamo già lavorando per autorizzare progetti simili sia in Italia che all’estero. “Siamo fieri del traguardo raggiunto, in quanto l’autorizzazione è il frutto delle competenze di engineering e innovazione interne alla nostra azienda e del lungo impegno di Agatos nello sviluppo di soluzioni tecnologicamente all’avanguardia nel campo delle energie rinnovabili. Auspico che questa autorizzazione possa rappresentare un primo importante passo verso la risoluzione del problema dei rifiuti urbani in Italia.”

Un settore fondamentale quello del biometano, per un combustibile come il gas naturale, fondamentale per la transizione energetica e per dare risposte fondamentali in settori come il trasporto pesante, dove la rivoluzione elettrica avrà tempi decisamente più lunghi rispetto al settore automobilistico e fondamentali per esempio per settori come la navigazione che registra ritardi abissali relativamente ai combustibili utilizzati.

Sauro Secci

 

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