Grandi Navi a Venezia: la limitazione attraverso un algoritmo

Il tema dell’inquinamento del settore marittimo sta registrando notevolissimi ritardi normativi. Un tema che abbiamo trattato anche nell’ultima edizione 2017 di Ecofuturo Festival e particolarmente emblematico nel nostro paese, dove autentiche perle del mare, come Venezia, sono da anni alle prese con le enormi pressioni ambientali che il traffico navale esercita.

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Dal prossimo luglio a Venezia arriverà una regolamentazione del flusso delle grandi navi da crociera tramite un algoritmo. A stabilire questa nuova gestione degli accessi in laguna è un’ordinanza della Capitaneria di Porto secondo cui “la gestione della mitigazione al transito delle grandi navi da oggi può basarsi su una disciplina che, sfruttando un approccio innovativo, introduce nuovi parametri e limiti rispetto a quelli dell’attuale regime di “autoregolamentazione”.

Dall'adozione del nuovo algoritmo ci si aspetta, già dal primo anno di applicazione, un taglio del passaggio dei grandi giganti del mare del 10-15%, una percentuale destinata ad incrementare progressivamente nel tempo. Dal momento che in Italia non esiste ancora una regolamentazione adeguata relativamente anche ai limiti della dimensione delle navi passeggeri, la Capitaneria di Porto si è impegnata nello studio di nuove modalità di intervento per limitare il numero di navi che transitano nell’area della Laguna. Risultato di questo sforzo è stato proprio la determinazione di questo nuovo algoritmo scientifico che prende in considerazione, oltre al tonnellaggio delle imbarcazioni, una serie di fattori di impatto sulla laguna come la massa di acqua spostata dalla carena, il tipo di propulsore o il carburante con minore percentuale di zolfo o senza zolfo. I limiti determinati dal questo algoritmo, saranno riferiti a dei parametri tecnico-scientifici “non opinabili”, come ha tenuto a precisare la Guardia costiera, con il principio di mitigazione che terrà conto dei “fattori di impatto” e soprattutto del “valore di soglia misurabile”.

In sostanza, in aggiunta all’esistente limite di 96mila tonnellate, le navi di stazza superiore alle 40 mila tonnellate potranno transitare nella Laguna di Venezia solo se l’algoritmo darà il disco verde. La nuova ordinanza della Capitaneria di porto si ispira al “Venice Blue Flag” (link accordo), l’accordo sottoscritto dal Comune di Venezia, l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico e le compagnie di navigazione operanti in laguna, sulla base del quale le navi devono adottare adeguati accorgimenti in materia di impatto ambientale, con le compagnie di crociera che si impegnano a far funzionare i motori principali e ausiliari delle loro navi con combustibile per uso marittimo con tenore di zolfo non superiore allo 0,1 % in massa, non solo nelle fasi di ormeggio, ma anche durante la navigazione e le fasi di manovra all’interno dell’area portuale di Venezia, un obbligo questo, esteso dal 2018 anche ai rimorchiatori durante le operazioni legate al transito delle navi.

Una questione, quella delle Grandi Navi, di sempre più stringente priorità, dove, nonostante le numerosissime richieste da parte di associazioni, società civile e comitati, si attende ancora il via libera alla creazione di una percorso alternativo a quello tradizionale che vede il passaggio delle navi tra San Marco e Giudecca, con le compagnie marittime che in questo frangente si erano autoregolamentate, cancellando la tappa di Venezia  per le navi di maggiore stazza.

Un tema sul quale si attendono ancora sviluppi importanti per il Mediterraneo, con l’inserimento dell’intera area tra quelle ECA (limite combustibili con tenore di zolfo < 0,1% strutturale), già operative in molti distretti marittimi del Nord Europa, unica capace davvero di dare uno scossone all’intero settore, rendendo inderogabile così l’avvento di nuovi combustibili a bassissimo impatto ambientale come il GNL (Gas Naturale Liquefatto), per il quale esistono già tecnologie davvero mature per tutte le tipologie di natanti.

 

La Redazione di Ecquologia

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