Smart city, internet delle cose e open data: il cittadino attivo nel progetto DECODE

Il tema delle nuove smart city rappresenta indubbiamente un grande punto di convergenza di una società basata sull’internet delle cose, che non può assolutamente prescindere dalla partecipazione di ciascun cittadino, proponendo per questo grandi opportunità.

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La condivisione dei dati digitali personali e le loro modalità di condivisione rappresenta indubbiamente un aspetto da trattare con la massima attenzione, visti anche i recenti eventi che hanno visto coinvolti un gigante dei social media come Facebook, visti gli aspetti di riservatezza e sicurezza che rappresentano alcune delle principali sfide dell’economia digitale.

Un progetto di grande rilevanza per portare i potenziali benefici della società digitale al servizio delle nuove smart city, messo in campo a livello UE, è sicuramente DECODE, acronimo di Decentralised Citizen-owned Data Ecosystems, “ecosistemi di dati decentralizzati di proprietà della cittadinanza stessa”, finalizzato a sviluppare strumenti pratici per proteggere i dati e la sovranità digitale delle persone. Il progetto è attivo al momento con 4 progetti pilota nelle città di Barcellona e Amsterdam proponendo  strumenti, tecnologie e architetture di dati che costituiscono una tappa importante nella costruzione di “data commons”, con le le risorse informative che vengono considerate un bene pubblico come aria e acqua o come la creatività.

Proprio in un recente rapporto di progetto, si spiega come DECODE si concentra su un’economia digitale incentrata sui dati, dove «i dati dei cittadini, generati dall’Internet delle cose e da reti di sensori, sono disponibili per l’uso collettivo più ampio, con appropriate protezioni della riservatezza», aggiungendo anche che «di conseguenza, aziende, cooperative, comunità locali e cittadini saranno in grado di usare quei dati per creare servizi guidati dai dati che rispondono meglio alle esigenze individuali e della comunità. Questo significa ripensare le spinose domande riguardanti titolarità, controllo e gestione dei dati personali da un’angolazione economica, legale, normativa e tecnica».
Molte in questi anni sono state le esperienze e gli strumenti messi a punto, per esempio, nell’ambito del monitoraggio ambientale diffuso (vedi post “Monitoraggio ambientale diffuso con il cittadino protagonista: ecco iSPEX“).

Nel sito web del progetto DECODE sono esaminati tre diversi casi di utilizzo come economia /ospitalità collaborativa, rilevamento partecipativo dei cittadini e democrazia aperta, con una specifica focalizzazione sui progetti e sulla comunità di utenti delle due città laboratorio dello stesso come Amsterdam e Barcellona. Sono stati scelti due progetti pilota in ciascuna città per dare il potere ai «cittadini europei di possedere la propria identità online e di condividere i dati in una maniera che sia indipendente, sicura e affidabile».

Significative le attività di DECODE a Barcellona, molte delle quali realizzabili dal basso, come per esempio rendere più equo il mercato degli affitti “brevi" nelle grandi metropoli, prendere decisioni in maniera collaborativa sul proprio quartiere, monitorare l’inquinamento acustico ed atmosferico nel proprio quartiere o nella propria area cercando soluzioni condivise, facilitare l’accesso dei cittadini agli open data sulla propria città. Tutto questo facendo leva sulla partecipazione attiva dei cittadini e su un nuovo patto di fiducia con le istituzioni, completamente  basato sulla trasparenza.

Nella metropoli catalana, nell’ambito di DECODE, il consiglio comunale di Barcellona, ha dato il via, insieme alla piattaforma di democrazia digitale Decidim.Barcelona, il progetto BCNow (BarcelonaNow),   uno strumento online che consente la visualizzazione, in forma di mappe interattive, degli open data relativi alla città catalana. La fruibilità delle informazioni è effettuata con filtri per parole chiave, periodi di ricerca e area di interesse, che rendono facilmente individuabili, per esempio, il numero e la distribuzione delle biciclette pubbliche, o gli eventi cittadini, o il rumore registrato dai sensori. BCNow effettua anche l’integrazione con gli open data da fonti pubbliche con i dati messi a disposizione da Start Citizen (sensori) e InsideAirbnb relativi ai flussi turistici che arrivano dalla piattaforma Airbnb.

Molto interessante la sezione dedicata a Barcellona al rumore della movida, già affrontato in parte dalla piattaforma BCNow, nel secondo progetto pilota della città catalana Making Sense, incentrato sull’inquinamento acustico. Si tratta di un progetto che ha avuto una prima fase di sperimentazione nel 2016, con un piano capillare di distribuzione di sensori acustici nei quartieri. Una volta installati i dispositivi di rilevazione, grazie a corsi di formazione rivolti ai residenti, si rendono attive e pienamente partecipi le persone che vivono nei quartieri più rumorosi della città. Attraverso la consapevolezza del funzionamento dei sensori e dei criteri di raccolta ed elaborazione dei dati acquisiti, i cittadini assumono quindi il controllo dei dati condivisi. Tra le risorse messe a disposizione da Making Sense, un toolkit in pdf  da scaricare illustra la metodologia, la pianificazione e le tappe dell’attuazione del progetto.

Sempre nell’ambito di DECODE, significative anche le progettualità in corso nei quartieri di Amsterdam, con il progetto cooperativo per la partecipazione alla vita del quartiere, denominato Gebiedonline, approvato dal consiglio comunale che lo ha esteso all’intera area urbana di Amsterdam. Si tratta di una iniziativa basata sulla partecipazione dal basso alla vita cittadina, abilitando ciascun quartiere alla creazione della propria area privata online in cui condividere iniziative e decisioni. Ogni singola entità creata ha uno o più coordinatori che danno il via alla community, gestendone le azioni ed essendo responsabili del quartiere ma con il singolo individuo che decide i dati da condividere e come intervenire all’interno della piattaforma.

Consulta la presentazione BarcelonaNow dashboard showcase di David Laniado

A seguire un breve video che illustra i principi e gli obiettivi del progetto europeo DECODE

 

Sito progetto europeo Decode

Sauro Secci

 

 

 

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