"Dal dual fuel all'elettrico": Il contributo di FITA-CNA al convegno in Campidoglio

Al partecipatissimo Convegno nazionale sulla mobilità sostenibile "Dal dual fuel all'elettrico", organizzato il 3 dicembre scorso da Roma Capitale in collaborazione con Ecofuturo Festival e l'Associazione GIGA-FREE, non è certo mancato il contributo del trasporto merci con FITA-CNA, da sempre sensibilissima alle problematiche della mobilità sostenibile ed artefice anche della pionieristica iniziativa "Duel" (link articolo), organizzata nel lontano 2004 da Fabio Roggiolani.

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Fermato da una indisponibilità personale, il Responsabile Nazionale di FITA-CNA Mauro Concezzi, ha voluto comunque far sentire la voce dell'organizzazione, in un momento così cruciale per la mobilità. In una missiva inviata a Fabio Roggiolani, organizzatore dell'evento, Concezzi ha riassunto in 9 punti le priorità fondamentali per la FITA.

A seguire i punti principali del comunicazione di Concezzi  al Convegno. 

Per portare un contributo costruttivo a questa iniziativa, anche in previsione delle specifiche misure che l'amministrazione di Roma intende adottare, evidenziamo alcuni aspetti e criticità che stanno emergendo nell'applicazione delle limitazioni alla circolazione adottate nelle regioni che hanno sottoscritto l'accordo di Bacino Padano.

Non vogliamo peccare di disattenzione nei confronti di un argomento anche a noi caro ma vorremmo condividere con Voi alcune valutazioni al fine di cercare di attuare un percorso virtuoso senza correre il rischio di creare ulteriori difficoltà al comparto dell’autotrasporto artigiano e delle PMI che rappresentano la spina dorsale di questo settore.

Nel merito dell’applicazione dell’accordo di Bacino Padano, fondamentalmente, ravvisiamo una carenza del principio di proporzionalità dell’azione amministrativa e di concertazione preliminare, come dettagliatamente illustrato nella nota tecnica che alleghiamo.

L’applicazione delle restrizioni alla circolazione senza tenere conto di queste considerazioni, non otterrebbero il fine condiviso del minor impatto ambientale ma, tendenzialmente, favorirebbero soltanto chi ha già Euro 6 ed Euro 5 e rappresenta soltanto il 13,81% dell’intero parco veicolare pesante italiano (99.869 mezzi su un totale di 722.921 veicoli industriali).

Per promuovere il ricambio del “residuale” 86% che dispone di veicoli euro 4 ed inferiori, occorrono azioni congiunte che vadano oltre la sfera di competenza di comuni e regioni e vedano coinvolto in prima linea anche il Governo centrale.

Per tale motivo riteniamo che, per quanto possibile, l'amministrazione di Roma e tutte le altre coinvolte nell'applicazione di questa misure, tengano nella dovuta considerazione non solo le proposte che riportiamo di seguito e le riguardano direttamente ma si facciano anche parte attiva per sostenere le proposte di più ampia applicazione ad iniziare da quelle che interessano il varo della prossima Legge di Bilancio 2019:

Abrogare la previsione del taglio, a decorrere dal 1° Gennaio 2019, del 15% del credito di imposta
destinato al recupero delle accise sul gasolio per autotrazione (comma 234 della L. n.190/2014)

1. Confermare tutte le misure già previste negli anni passati per favorire la sostituzione del parco veicolare:

Contributi agli investimenti contemplati nel fondo per l’autotrasporto (MIT) cercando di eliminare almeno una delle criticità che ad oggi lo contraddistinguono:

  • tempi troppo lunghi per la liquidazione degli importi riconosciuti
  • Legge Sabatini
  • Superammortamento

2. Confermare e rifinanziare sezione speciale per l’autotrasporto prevista nel Fondo di garanzia.

3. Introdurre in legge di bilancio 2019 e/o in norme collegate, misure che individuino contributi proporzionali all’enorme consistenza del parco veicolare da rinnovare, quali, ad esempio:

  • Specifico fondo per l’autotrasporto
  • Incentivo all’utilizzo dei veicoli industriali a noleggio
  • Incremento consistente degli appositi contributi all’uopo riconosciuti dal Ministero dell’Ambiente alle regioni
  • Sgravi fiscali e di altro genere (tassa di possesso, leasing, ecc.)

4. Prevedere un piano di limitazioni alla circolazione in maniera graduale, in percentuale anche rispetto al
parco circolante riconducibile alla stessa classe di emissione.

5. Individuare l’UPI e/o l’ANCI quale soggetto/i che sintetizza e detiene l’informazione informatica complessiva del dedalo di divieti e deroghe che ogni comune delibera: l’obiettivo è quello di consentire a tutte le imprese, anche a quelle con sede fuori dall’ambito del Bacino Padano, di conoscere facilmente e preventivamente le limitazioni introdotte, anche tramite specifiche applicazioni da scaricare sui telefoni cellulari.

6. Esercitare una maggiore e preliminare concertazione con le Associazioni di categoria.

7. Estendere le agevolazioni per incentivare la sostituzione dei veicoli più inquinanti anche al trasporto di merci per conto di terzi.

8. Contenere il costo delle accise sul gasolio portando l’imposta sul gasolio sotto il 50% del costo complessivo alla pompa.

9. Ritornare a pubblicare i “valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio” con tutte le indicazioni di costo originariamente previste nella prima delibera del MIT del 24 Febbraio 2015. Tra le cose che servono di più a questo settore, non solo in termini di condizioni per ridurre l’inquinamento ma anche per poterlo rilanciare e renderlo più appetibile alle nuove generazioni, c’è quella di introdurre un meccanismo che gli consenta di acquisire direttamente sul mercato il giusto riconoscimento di un lavoro svolto con tanti sacrifici ed estrema professionalità.

Nel comune interesse delle politiche collegate alla salute ed alla sopravvivenza dell’uomo, le imprese di autotrasporto vanno aiutate a intraprendere un percorso virtuoso, come libera scelta e non come costrizione. L’autotrasporto italiano va salvaguardato.

 

La Redazione di Ecquologia

 

 

 

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