Antibiotici: UE, obbligo di ricetta per gli animali
Finisce una vergogna incredibile ovvero che i farmaci agli animali li decideva l’agricoltore. Quanti ne abbiamo mangiati?
 
 
 
La zootecnia in Europa sta compiendo nuovi passi nella direzione del benessere degli animali d’allevamento: il Parlamento europeo ha infatti approvato un nuovo regolamento che vieta l’uso preventivo degli antibiotici negli allevamenti, riservandone l’utilizzo solo in caso di necessità e dopo parere del veterinario.
 

Indispensabile parere del veterinario

Il nuovo testo sui farmaci veterinari, che per diventare legge dovrà passare l’approvazione formale da parte del Consiglio dell’Unione, limita l’uso degli antibiotici negli allevamenti come misura preventiva in assenza di segni clinici di infezione e specifica che il trattamento dell’intero gruppo di animali in caso di un solo esemplare infetto sarà consentito solo quando il rischio di diffusione della malattia è elevato e non esistono alternative. Tutte decisioni che, comunque, devono essere prese solo dopo visita e diagnosi di un veterinario

 

Importante vittoria

Secondo CIWF (Compassion In World Farming) Italia, membro dell’Alliance to Save our Antibiotics, coalizione di organizzazioni sanitarie, mediche, agricole, ambientali e della società civile di tutta l’Unione europea che organizzano campagne per fermare l’uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti, si tratta di un’importante vittoria per il benessere degli animali, ma anche per la salute dei cittadini europei, che arriva dopo anni di campagne di sensibilizzazione sull’argomento. L’approvazione del nuovo regolamento da parte del Parlamento europeo “segna un importante passo avanti verso un uso più responsabile degli antibiotici negli allevamenti di animali – afferma Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia -. Quello dell’abuso di antibiotici negli allevamenti è un problema gravissimo e molto diffuso anche in Italia, come dimostra l’enorme quantità di antibiotici ancora destinato agli animali d’allevamento in Italia. Ci aspettiamo dunque che una volta arrivata la conferma da parte del Consiglio dell’Unione questo divieto dell’uso preventivo di antibiotici venga applicato rigorosamente dal nostro Paese”.

 

Ricetta elettronica per farmaci veterinari: Italia apripista

Intanto anche il nostro Paese si sta muovendo in favore di un maggior benessere degli animali, sia di allevamento che da compagnia: l’Italia si appresta infatti, a partire dal gennaio 2019, a fare da apripista nell’Unione europea nell’adozione della ricetta elettronica per l’acquisto dei farmaci veterinari. L’obiettivo, si legge nel nuovo provvedimento del ministero della Salute che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2019, prevede la tracciabilità dei medicinali e delle terapie cui vengono sottoposti sia gli animali da compagnia che quelli destinati alla catena alimentare. “Oltre alla possibilità di una tracciabilità completa del farmaco – spiega Arianna Bolla, presidente di Aisa (Associazione nazionale imprese salute animale) di Federchimica – avremo completa disponibilità di informazione sull’uso antibiotico, compreso il consumo per specie animale: particolare non da poco, perché a partire dalle caratteristiche del consumo per specie si potranno avviare maggiori controlli, più mirati, ma soprattutto maggiore formazione agli allevatori e ai veterinari. Tutte misure per allevare animali più sani“.

Photo by Annie Spratt on Unsplash

Articolo originale PeopleforPlanet

 

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