Upcycling: lo scarto diventa arte a Padova

Dopo aver toccato le città di Ravenna, Imola, Modena, Udine, Pisa e Bologna, l’esclusiva mostra gratuita promossa dal gruppo Hera a cura di Maurizio Giani, fa tappa a Padova, città divenuta oramai sede elettiva di Ecofuturo Festival. Ad ospitarla, dal 18 ottobre al 13 novembre 2018, i bellissimi spazi espositivi del Centro Culturale Altinate San Gaetano, il quale, nato nel 2008, si è affermato come luogo di riferimento per la cittadinanza, un luogo che vuole informare, promuovere e divulgare la cultura in tutte le sue forme. A seguire l'articolo di Chiara Tangolo, Scienze della comunicazione – Università di Padova, in stage all’Ufficio Stampa Arpa Veneto

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Ritagli di pelle, supporti di rinforzo delle calzature, cinture di sicurezza, vetro, legno e polistirolo, sono solo alcuni dei materiali che danno vita agli uomini e donne d’affari, dodici sculture a grandezza naturale, che compongono la suggestiva installazione “Businnes Wo/men” frutto del lavoro collettivo degli studenti delle Accademie di Belle Arti di Bologna e Firenze.

Ci si imbatte anche in vari animali a grandezza naturale realizzati dallo scultore vicentino Alberto Salvetti. Ad attirare l’attenzione del visitatore sono i quattro lupi. Creati dall’assemblaggio di fogli di quotidiani che danno la notizia della loro dispersione, i lupi sembrano riprendere vita proprio grazie alla carta.

 

A sovrastare su tutti è il Pinocchio di Edoardo Malagigi (vedi foto di testa) alto cinque metri, realizzato mettendo insieme migliaia di pezzi di piccoli pinocchi in legno scartati in fase di produzione perché difettosi.

“L’uomo è fatto della stessa sostanza di cui è fatto l’ambiente che lo circonda”, è il tema declinato nelle varie “opere ritratto” che formano il secondo percorso della mostra. Illustri personaggi vengono ritratti non con colore e pennello ma assemblando materiale di recupero e scarti di ogni genere, che conservano un legame sottile con il soggetto raffigurato. Ed è così che si può ammirare una coloratissima Frida Kahlo di Olimpia Boghazzi realizzata con foglie, tendaggi, petali e i fiori tanto amati dall’artista messicana, oppure un’icona della musica italiana come Mina, di Alessia Ruzzo fatta con pezzi di vinile 33 giri.

Tutto questo è “Scart, il lato bello e utile del rifiuto”, mostra itinerante di Herambiente ora a Padova, che trova la sua forza emotiva nel ridare vita a ciò che in una società di consumi è considerato morto, portando il visitatore a riflettere su come prendersi cura dell’ambiente vuol dire prendersi cura di se stessi.

“Scart” è la dimostrazione che l’arte può ancora essere uno strumento utile per capire non solo se stessi ma anche il mondo.

Chiara Tangolo (Scienze della comunicazione – Università di Padova, in stage all’Ufficio Stampa Arpa Veneto)

Link articolo originale Ambienteinforma

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