Editoria: guerra delle edicole nelle stazioni

Al Presidente del Consiglio Regionale della Toscana

OGGETTO: interrogazione urgente sulla gestione delle rivendite di giornali e riviste nelle grandi stazioni ferroviarie

Il sottoscritto consigliere regionale

Considerato che, prima della privatizzazione, nelle grandi stazioni tutte le maggiori rivendite di giornali e riviste erano affidate in gestione ad una cooperativa (la Co.Ve.S, Cooperativa Vendita Stampa) fallita nel novembre 1998, dopo aver lasciato un ammanco di alcuni decine di miliardi di vecchie lire per canoni concessori non pagati a carico di Ferrovie;

Considerato che successivamente al fallimento di Co.Ve.S, gli edicolanti si organizzarono tra loro per trattare con Grandi Stazioni Spa un nuovo contratto che consentisse loro di proseguire l’attività;

Considerato che, pur in presenza del contenzioso dovuto al fallimento, sembrava che la possibilità di un accordo potesse essere raggiunta tra edicolanti e Grandi Stazioni Spa; Considerato inoltre che Grandi Stazioni Spa dal gennaio 1999 ha iniziato a richiedere, in via trimestrale anticipata, un canone a titolo di “indennità di occupazione temporanea” sottoscritto dalla quasi totalità degli edicolanti;

Considerato però che lo scorso anno, Grandi Stazioni Spa ha costituito “Grandi Stazioni Edicole srl”, col compito di gestire tutte le edicole di stazione proponendo agli edicolanti un contratto di “associazione in partecipazione”;

Considerato che gli edicolanti si oppongono a questa soluzione sostenendo, nelle loro rivendicazioni, che il contratto di “associazione in partecipazione” che Grandi Stazioni propone agli attuali gestori sarebbe in realtà una simulazione di un rapporto di lavoro subordinato;

Considerato inoltre che gli edicolanti sostengono in questi anni di avere dato vita a dei regolari contratti di locazione, avendo corrisposto per oltre sette anni i canoni indicati da Grandi Stazioni;

Considerato che esiste un rischio concreto che si ponga in essere un regime di monopolio delle rivendite di stazione nonché una anomala concentrazione delle rivendite in mano ad un unico soggetto;

Considerato che è anche forte il pericolo di un vero e proprio attacco al pluralismo dell’informazione, viste le rigidissime disposizioni impartite dall’associante (Grandi Stazioni) all’associato (edicolante) anche relativamente alla organizzazione ed esposizione della merce (giornali e riviste);

Considerato che attraverso le edicole del circuito di Grandi Stazioni viene venduto e/o diffuso circa il 6% di tutto il prodotto editoriale nazionale, è evidente la delicatezza della questione;

interroga la Giunta Regionale per sapere:

- se è a conoscenza della situazione in essere;

- quali iniziative intende promuovere per salvaguardare al tempo stesso queste piccole attività di gestione e un maggior livello di pluralismo possibile;

MARIO LUPI

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