A Firenze una mobilitazione sul decreto "affossa rinnovabili"

rinnovabiliIeri, 7 marzo, tutto il centrosinistra, Pd, Idv, Sinistra Ecologia e Libertà, Federazione della Sinistra, Partito Socialista, Verdi, insieme a Legambiente, WWF, Francesco Meneguzzo (ricercatore Cnr, promotore dell’appello Sos Rinnovabili), Fabio Roggiolani (Presidente del Consorzio Foreever), e operatori del settore hanno manifestato davanti alla Prefettura di Firenze con uno striscione con scritto “NON SPENGIAMO IL FUTURO”, ed un piccolo pannello solare dimostrativo.

La manifestazione è stata promossa dai Verdi della Toscana, rappresentati dal Consigliere Regionale Mauro Romanelli.

“Il decreto del Governo sta già producendo effetti molto pesanti: gli operatori denunciano un blocco dei finanziamenti già in corso da parte delle banche e degli investitori italiani e stranieri, e la possibile messa in cassa integrazione di 10mila addetti diretti” – denunciano gli esponenti presenti, riportando quanto dichiarato in questi giorni da Assossolare, Aper, Asso Energie Future e GiFi (Imprenditori Fotovoltaico), Cna, Confesercenti e Confartigianato.

“Il blocco al 31 maggio del terzo conto energia, varato appena sei mesi fa, ad Agosto, e che doveva durare tre anni, è innanzitutto un colpo alla credibilità e all’affidabilità del Paese in sede europea, e presenta profili di incostituzionalità gravi relativi alla certezza del diritto che viene lesa in maniera evidente”.

“Il fatto poi che la potenza incentivabile abbia un tetto e che gli incentivi saranno stabiliti anno dopo anno, impedisce qualsiasi pianificazione degli investimenti e la possibilità di prospettare all’utente un piano di rientro delle spese e una convenienza certa a scegliere la strada dell’energia pulita”.

“Il decreto inoltre non rispetta il dibattito svoltosi nelle commissioni parlamentari e il parere delle Regioni a cui era stato prospettato un intervento del tutto diverso: oltre che nel merito, il Governo conferma, in questo campo come purtroppo in molti altri, uno stile poco rispettoso, fatto di blitz e colpi di mano, che gettano nell’incertezza e nello sconcerto le altre istituzioni e la società civile”.

Nove da Firenze, 07/03/11 - Fotovoltaico e rinnovabili, 'L’Italia rischia una figuraccia internazionale'

Molto preoccupato anche il presidente di Legambiente Piero Baronti, che si dichiara deluso da questa scelta sbagliata di chiudere il rubinetto per l'energia alternativa a vantaggio di soluzioni paventate quali la deviazione sul nucleare: "Si colpiscono tutte le ramificazioni, dal solare al mini-idrico, impedendo di fatto la crescita e lo sviluppo controtendenza rispetto all'estero di una strada intrapresa a fatica dall'Italia che ci vede da sempre in prima linea"

“Il blocco al 31 maggio del terzo conto energia, varato appena sei mesi fa, ad Agosto, e che doveva durare tre anni, è innanzitutto un colpo alla credibilità e all’affidabilità del Paese in sede europea, e presenta profili di incostituzionalità gravi relativi alla certezza del diritto che viene lesa in maniera evidente. Il fatto poi che la potenza incentivabile abbia un tetto e che gli incentivi saranno stabiliti anno dopo anno, impedisce qualsiasi pianificazione degli investimenti e la possibilità di prospettare all’utente un piano di rientro delle spese e una convenienza certa a scegliere la strada dell’energia pulita. Il decreto inoltre non rispetta il dibattito svoltosi nelle commissioni parlamentari e il parere delle Regioni a cui era stato prospettato un intervento del tutto diverso: oltre che nel merito, il Governo conferma, in questo campo come purtroppo in molti altri, uno stile poco rispettoso, fatto di blitz e colpi di mano, che gettano nell’incertezza e nello sconcerto le altre istituzioni e la società civile”.

Nove da Firenze ha incontrato anche i rappresentanti delle Aziende attive nel settore riscontrando come la preoccupazione sia riversata sull'arretramento immediato da parte degli Istituti di Credito che non copriranno più le spese messe in preventivo: "Non sarà possibile fare un piano investimenti - ci spiega Leonardo Bertini esperto regionale nel settore fotovoltaico - e neppure poter coprire le eventuali commissioni già partite, perché senza l'appoggio delle Banche non si possono prospettare i lavori e le opere richiesti all'indotto operaio dagli elettricisti ai tecnici specializzati. Il costo vivo del solo pannello è pari al 60% del lavoro finito e non potendo attingere ad un fondo utile per il materiale primario non è concepibile poter consegnare gli impianti finiti con conseguente allacciamento di Enel. Salteranno posti di lavoro, ma anche le Aziende sono a rischio non potendo più puntare su una promozione mirata del settore".

Antonio Lenoci

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