La Carta della Buona Geotermia: la terra torna madre e non matrigna anche in Amiata

Finalmente ci siamo, domani, venerdì 29 gennaio al Teatro Cinema Amiata di Abbadia San Salvatore istituzioni, associazioni delle categorie economiche, della società civile ed ambientaliste, mondo delle nuove tecnologie dell'Università e della Ricerca Scientifica, alla ricerca di un modello comune per lo sviluppo armonico e sostenibile dei territori a vocazione geotermica e non solo. A seguire un editoriale del Vice Presidente Giga, Fabio Roggiolani

Le geotermie sono tante e diverse tra loro. Hanno in comune una fonte di energia che esisterà fino a quando esisterà la Terra ovvero la fusione nucleare del nucleo terrestre che viene distribuito in egual misura fino alla crosta terrestre in tutto il pianeta.

Con questa energia si riscaldano e si riaffrescano a impatto zero oltre 1 milione e 200.000 famiglie nella sola Europa (vivo da 10 anni in una casa geotermica fossil free in pieno centro di una città dell’Italia centrale) . Con questa energia ( a bassa entalpia) si possono riconvertire a emissioni zero grandi città come Milano e Roma e in genere ogni luogo dove sia possibile posizionare una sonda di scambio per usare la temperatura costante della terra che oscilla intorno ai 15 gradi centigradi tutto l’anno.

Isole come la Sadegna ancora non metanizzate possono saltare completamente la fase di metanizzazione diventando subito solo geotermiche.

Questa forma di geotermia diffusa innanzi tutto nel nord Europa , dopo le bolle di calore avvenute negli ultimi anni è divenuta essenziale anche per i paesi mediterranei e ha un enorme sviluppo in Spagna proprio perché raffresca a costo zero e senza i motori dell’aria condizionata che contribuiscono, emettendo calore all’estero degli edifici, allo sviluppo delle temperature urbane anomale.

Lungo molte dorsali e seguendo il vulcanismo mondiale si sono sviluppati a partire del primo ‘900 in Toscana gli impianti geotermici ad alta entalpia che contribuiscono oggi alle energie rinnovabili per 15.000 Mw di potenza per 24 h e 365 gg anno di produzione.

L’evoluzione impiantistica ha fatto sì che oggi di questi 15.000 kW oltre un terzo sia realizzato a reiniezione totale con cicli binari, proprio la tecnica sposata dalla nuova Rete Geotermica che ha sottoscritto con varie regioni tra cui la Toscana e con Ecofuturo e Giga impegni a realizzare esclusivamente impianti ad emissioni zero in atmosfera e con protezione delle falde nonché con esclusione totale di ogni forma di fracking o delle rocce secche che provocano sismicità.

Giga, arriva a questo convegno grazie all’intesa con il Comune di Abbadia che, tenendo fede al proprio mandato elettorale, ha escluso la realizzazione di impianti a ciclo flash o aperti e invece puntato sui cicli binari costruendo il percorso della Carta della Buona Geotermia a cui ad oggi hanno collaborato oltre 30 docenti universitari e ricercatori di vari centri di ricerca in rappresentanza della quasi totalità del mondo scientifico che conosce ed insegna geotermia nel mondo.

La carta rappresenta anche un tentativo di tenere aperto un ponte di dialogo con i comitati i cui scienziati di riferimento hanno a più riprese partecipato e partecipano a questo percorso.

Ad Abbadia saranno presenti anche studenti sia delle Scuole superiori del territorio che dei corsi Universitari della Università di Firenze perché la strada da una geotermia monocorde e impattante alle geotermie a impatto zero richiede idee, fantasia e voglia di innovazione .

Da questa svolta geotermica a impatto zero possono nascere innumerevoli posti di lavoro e start up innovative in particolare dall’utilizzo del calore dopo la produzione di energia fino ad oggi per gran parte sprecato e che specie con i piccoli impianti può dar vita a piccole reti di teleriscaldamento effettivamente convenienti (il gigantismo delle reti di teleriscaldamento è costoso di impianto e manutenzione) .

Ecco quindi le piccole centrali a media entalpia da 5 Mw e la micro geotermia elettrica da 100 kW posizionabile anche dentro i condomini che divengono centro di aree avrò industriali, artigianali e di ricerca che utilizzano il calore residuo per rendere competitive produzioni altrimenti antieconomiche o dare su produzioni tradizionali un plus di competitività che possono riportare occupazione e ricchezza diffusa nelle aree geotermiche.

Nuovi schemi di partecipazione e di investimento che non esproprino i territori ma che li rendano protagonisti di una nuova idea di geotermia che non solo non è più minaccia alla salute ma produce con la nutraceutica ausili per restare in salute e che dalla giocosa riscoperta del calore geotermico come nella Blue Lagoon in Islanda prende spunto per il grande rilancio del turismo.

Tutto questo si fa con il dialogo per questo è nata la Carta di Abbadia anche se sappiamo bene che superare anni di storia di geotermia impattante richiede pazienza e un percorso che non finisce certamente oggi.

La geotermia con la Carta di Abbadia torna ad essere un grande sogno è una immensa opportunità per tutto il pianeta sia per l’efficienza energetica che per la produzione di energia rinnovabile e il mondo opportunità come questa non può buttarle via nella lotta sempre più drammatica al riscaldamento globale.

Fabio Roggiolani

Vice presidente Giga

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La Carta della Buona Geotermia: la terra torna madre e non matrigna anche in Amiata

Finalmente ci siamo, domani, venerdì 29 gennaio al Teatro Cinema Amiata di Abbadia San Salvatore istituzioni, associazioni delle categorie economiche, della società civile ed ambientaliste, mondo delle nuove tecnologie dell'Università e della Ricerca Scientifica, alla ricerca di un modello comune per lo sviluppo armonico e sostenibile dei territori a vocazione geotermica e non solo. A seguire un editoriale del Vice Presidente Giga, Fabio Roggiolani

Le geotermie sono tante e diverse tra loro. Hanno in comune una fonte di energia che esisterà fino a quando esisterà la Terra ovvero la fusione nucleare del nucleo terrestre che viene distribuito in egual misura fino alla crosta terrestre in tutto il pianeta.

Con questa energia si riscaldano e si riaffrescano a impatto zero oltre 1 milione e 200.000 famiglie nella sola Europa (vivo da 10 anni in una casa geotermica fossil free in pieno centro di una città dell’Italia centrale) . Con questa energia ( a bassa entalpia) si possono riconvertire a emissioni zero grandi città come Milano e Roma e in genere ogni luogo dove sia possibile posizionare una sonda di scambio per usare la temperatura costante della terra che oscilla intorno ai 15 gradi centigradi tutto l’anno.

Isole come la Sadegna ancora non metanizzate possono saltare completamente la fase di metanizzazione diventando subito solo geotermiche.

Questa forma di geotermia diffusa innanzi tutto nel nord Europa , dopo le bolle di calore avvenute negli ultimi anni è divenuta essenziale anche per i paesi mediterranei e ha un enorme sviluppo in Spagna proprio perché raffresca a costo zero e senza i motori dell’aria condizionata che contribuiscono, emettendo calore all’estero degli edifici, allo sviluppo delle temperature urbane anomale.

Lungo molte dorsali e seguendo il vulcanismo mondiale si sono sviluppati a partire del primo ‘900 in Toscana gli impianti geotermici ad alta entalpia che contribuiscono oggi alle energie rinnovabili per 15.000 Mw di potenza per 24 h e 365 gg anno di produzione.

L’evoluzione impiantistica ha fatto sì che oggi di questi 15.000 kW oltre un terzo sia realizzato a reiniezione totale con cicli binari, proprio la tecnica sposata dalla nuova Rete Geotermica che ha sottoscritto con varie regioni tra cui la Toscana e con Ecofuturo e Giga impegni a realizzare esclusivamente impianti ad emissioni zero in atmosfera e con protezione delle falde nonché con esclusione totale di ogni forma di fracking o delle rocce secche che provocano sismicità.

Giga, arriva a questo convegno grazie all’intesa con il Comune di Abbadia che, tenendo fede al proprio mandato elettorale, ha escluso la realizzazione di impianti a ciclo flash o aperti e invece puntato sui cicli binari costruendo il percorso della Carta della Buona Geotermia a cui ad oggi hanno collaborato oltre 30 docenti universitari e ricercatori di vari centri di ricerca in rappresentanza della quasi totalità del mondo scientifico che conosce ed insegna geotermia nel mondo.

La carta rappresenta anche un tentativo di tenere aperto un ponte di dialogo con i comitati i cui scienziati di riferimento hanno a più riprese partecipato e partecipano a questo percorso.

Ad Abbadia saranno presenti anche studenti sia delle Scuole superiori del territorio che dei corsi Universitari della Università di Firenze perché la strada da una geotermia monocorde e impattante alle geotermie a impatto zero richiede idee, fantasia e voglia di innovazione .

Da questa svolta geotermica a impatto zero possono nascere innumerevoli posti di lavoro e start up innovative in particolare dall’utilizzo del calore dopo la produzione di energia fino ad oggi per gran parte sprecato e che specie con i piccoli impianti può dar vita a piccole reti di teleriscaldamento effettivamente convenienti (il gigantismo delle reti di teleriscaldamento è costoso di impianto e manutenzione) .

Ecco quindi le piccole centrali a media entalpia da 5 Mw e la micro geotermia elettrica da 100 kW posizionabile anche dentro i condomini che divengono centro di aree avrò industriali, artigianali e di ricerca che utilizzano il calore residuo per rendere competitive produzioni altrimenti antieconomiche o dare su produzioni tradizionali un plus di competitività che possono riportare occupazione e ricchezza diffusa nelle aree geotermiche.

Nuovi schemi di partecipazione e di investimento che non esproprino i territori ma che li rendano protagonisti di una nuova idea di geotermia che non solo non è più minaccia alla salute ma produce con la nutraceutica ausili per restare in salute e che dalla giocosa riscoperta del calore geotermico come nella Blue Lagoon in Islanda prende spunto per il grande rilancio del turismo.

Tutto questo si fa con il dialogo per questo è nata la Carta di Abbadia anche se sappiamo bene che superare anni di storia di geotermia impattante richiede pazienza e un percorso che non finisce certamente oggi.

La geotermia con la Carta di Abbadia torna ad essere un grande sogno è una immensa opportunità per tutto il pianeta sia per l’efficienza energetica che per la produzione di energia rinnovabile e il mondo opportunità come questa non può buttarle via nella lotta sempre più drammatica al riscaldamento globale.

Fabio Roggiolani

Vice presidente Giga

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