Pannelli solari, Ue e Cina trovano l’accordo

legge anti dumping accordo cina ue pannelli solariIndiscrezioni il prezzo minimo di vendita dovrebbe essere fissato in 57 centesimi a watt, oltre i 7 gigawatt di vendita i dazi verranno alzati al 47,6%

La guerra fredda commerciale fra Cina e UE è finita o, meglio, è finita l’aspra battaglia riguardante i pannelli solari che, dopo l’innalzamento dei dazi doganali sulla produzione asiatica, aveva fatto crescere la tensione fino a ostruzionismi verso le eccellenze europee, ad esempio quelle vitivinicole.

 

Karel De Gucht, commissario al Commercio della Commissione Europea ha annunciato di avere trovato una soluzione amichevole con Pechino riguardo all’importazione dei pannelli commerciali. A giugno Bruxelles aveva imposto una tariffa anti-dumping dell’11,8% sui pannelli importati dalla Cina che sarebbe salita al 47% qualora fosse mancato un accordo entro il 6 agosto.

L’iniziativa era stata presa a tutela dei produttori europei schiacciati da una concorrenza asiatica capace di vendere addirittura a un costo del 90% inferiore. Nel 2011 la Cina ha esportato pannelli solari per un valore di 35,8 miliardi di euro, di cui il 60% nei paesi membri dell’UE.

Ora gli esportatori dovranno rispettare un prezzo minimo di vendita che, secondo alcune indiscrezioni, è stato fissato in 57 centesimi per ogni watt di energia prodotta.

Nelle ultime settimane ci sono stati intensi colloqui fra le due parti per arrivare a un accordo per arrivare a stabilire un prezzo minimo per l’importazione dei pannelli solari che, secondo i fabbricati europei, venivano venduti in condizioni di dumping sul mercato UE.

"Siamo fiduciosi che questo prezzo stabilizzerà il mercato dei pannelli solari cinesi e farà cessare il danno che le pratiche di dumping hanno causato,"

ha spiegato De Gucht.

"L’intesa ha mostrato l’atteggiamento pragmatico e flessibile di entrambe le parti e la saggezza necessaria a risolvere la vicenda,"

ha confermato Shen Danyang, portavoce del ministero del Commercio cinese.

Il prezzo di 57 centesimi di euro per watt sarebbe applicabile fino a una soglia di sette gigawatt oltre la quale scatterebbe l’applicazione dei dazi al 47,6%.

Negli scorsi giorni EU ProSun, un consorzio comunitario di produttori del fotovoltaico aveva affermato che la soglia di sette gigawatt continuerà a garantire una notevole fetta di mercato alla Cina, mentre dalla Cina fanno sapere di ambire a un’esportazione quantificabile in 10 gigawatt annuali.

 

Via | Tm News

 

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