Mobilità sostenibile: e anche la gomma incontra la rotaia

Parlare di riciclo di materiali, in una fase di profonda crisi della società dei consumi come quella che stiamo vivendo, con la sempre maggiore esigenza di dotarsi di scenari di economia circolare e sempre più attuale e fondamentale per minimizzare gli impatti ambientali ed ottimizzare l’utilizzo di materie prime.

Tra gli ambiti del riutilizzo decisamente più vivaci, ha un posto rilevante, è quello del recupero e riutilizzo dei cosiddetti PFU (Pneumatici Fuori Uso), anche per i grandi numeri che questi anni, come elemento fondamentale della mobilità e per il legame diretto che anno con le fonti fossili e specificatamente con gli idrocarburi. Ho avuto modo di parlare ripetutamente dei PFU, sia per le azioni messe in campo da consorzi di riferimento come EcoPneus sia sul fronte delle tecnologie di trattamento e recupero, come quella predisposta da ENEA .

Ma gli orizzonti di recupero per i PFU, sembrano non avere confini, visto l’innovativo e davvero suggestivo progetto messo a punto da una startup siciliana orientato a chiedere il cerchio proprio nell’ambito dei trasporti e specificatamente nell’ambito da sempre alternativo a quello su gomma come la ferrovia. E’ infatti proprio il caso di dire: “Il colmo per uno pneumatico? Viaggiare su rotaia”.

L’azienda siciliana Green Rail (link sito), nata a Palermo nel 2012, ha messo a punto un sistema in grado di utilizzare il materiale dei PFU, per dare vita a traverse ferroviarie ecosostenibili ma anche capaci di recuperare energia al passaggio del treno attraverso l’energia piezoelettrica generata, una idea davvero suggestiva che mi riporta ad un altro post legato al mondo dei trasporti (“Ecco “Lybra” i dossi dissuasori che producono energia“).

Come è noto, le traverse reggono le rotaie componendo i binari, sono posizionate ogni 60 centimetri e per anni il materiale di riferimento per la loro costruzione è stato il legno, affiancato e progressivamente sostituito dal calcestruzzo dall’inizio del ‘900.Un consumo mondiale molto significativo, quello delle traverse ferroviarie, che si attesta intorno a 70 milioni di traverse l’anno, solamente per la manutenzione delle linee ferroviarie esistenti.

Oggi l 90% del mercato è rappresentato dalle traverse in calcestruzzo, con l’Italia che presenta un consumo annuale di traverse compreso tra un milione e mezzo e due milioni di traverse in calcestruzzo, e tra le 100 e le 300 mila traverse in legno. Un progetto, quello della startup siciliana, che ha avuto grandi apprezzamenti ed attestazioni, tra le quali il più prestigioso è il Cerisdi Awards. Un esempio di grande speranza, teso a sfatare atavici retaggi secondo i quali non sia possibile fare impresa in questa meravigliosa e per me amatissima regione.

La nuova traversa è composta da un guscio esterno in plastica riciclata e gomma ottenuta da pneumatici fuori uso, ed una struttura interna in calcestruzzo. Secondo Giovanni De Lisi, amministratore delegato di Green Rail, “un solo chilometro di linea ferroviaria, composto da 1670 traverse, contribuisce a riciclare ben 50 tonnellate di pneumatici fuori uso. Si tratta dell’unica traversa al mondo ottenuta da materiale riciclato, in grado di sostituire quella in calcestruzzo ed essere montata sulle linee con lo stesso sistema meccanizzato, ovvero un metodo innovativo che in sole 4 ore demolisce e rimonta un chilometro e mezzo di linea. Contribuiamo a diminuire i costi di manutenzione fino al 50%, abbattiamo le vibrazioni, la rumorosità e risolviamo tanti altri problemi tecnici delle linee. Abbiamo 4 prodotti brevettati per qualsiasi tipologia di linea”.

 

Ma la nuova traversa, va ben oltre l’aspetto virtuoso del riciclaggio di PFU, disponendo anche di un cuore high-tech che l’azienda siciliana a brevettato, costituito da un dispositivo elettronico piezoelettrico che consente il recupero dell’energia determinata dal passaggio
dei treni. Il dispositivo viene integrato all’interno della traversa montata normalmente, successivamente cablata , ed infine collegata da traversa a traversa per un circuito minimo di un chilometro. Al passaggio dei treni il nuovo sistema consente di convertire in carica elettrica la compressione e la vibrazione determinata.

Un solo chilometro delle linee metropolitane maggiormente trafficate, riesce a produrre annualmente un milione di kWh, l’energia necessaria per circa 1.000 abitazioni. Significative e ben avviate al riguardo le trattative per introdurre il nuovo sistema nella grande metropolitana di Londra. Un altro fronte aperto è quello con lo Stato del Khazakistan per la fornitura di 2.400 km di linee ferroviarie.

Molto sono anche i riconoscimenti ottenuti, con il brevetto che è stato finalista al Premio Gaetano Marzotto del 2013vincitore di SEEDLAB, vincitore di STARTUP, una iniziativa promossa da Banca Intesa. L’ultimo riconoscimento ottenuto è poiEDISON START, promosso da EDISON. Molto vasto oramai anche il contesto geografico del nuovo brevetto internazionale, dal momento che Green Rail nel 2013 lo ha presentato in ben 148 Paesi, e già ratificato negli Stati Uniti, in Europa e in tutti i paesi Asiatici. Altri 48 Paesi sono in attesa della ratifica.

Una idea semplice ma dalle enormi potenziali ricadute che include in se una serie importante di virtuosità in nome della sostenibilità.

Sauro Secci

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