Clima più sereno sulla geotermia: le mini centrali placano gli animi

Un confronto disteso ha coronato il convegno tenutosi nello scorso fine settimana ad Abbadia San Salvatore. Due giorni di intenso, e partecipato, lavoro caratterizzato (finalmente) da un confronto costruttivo tra chi vuol verificare, in modo scientifico, l’opportunità dell’utilizzo delle risorse endogene e tra chi fino ad ora si è opposto ad ogni tipo di progetto geotermico. Nella due giorni di convegno, dal tema “La carta della buona geotermia di Abbadia San Salvatore”, ci sono stati qualificati interventi, sia di esponenti politici sia di studiosi, che hanno contribuito ad affermare il concetto del tema di “buona geotermia”.

In questo contesto, e la cosa è da annoverare come una importantissima inversione di tendenza, non ci sono stati i tradizionali, durissimi, attacchi di chi da anni si oppone all’attività geotermica. C’è stato un dialogo civile che ha pian piano fatto apprezzare il concetto di buona geotermia (che si concretizza con piccole centrali e, soprattutto, con la re-iniezione dei gas che, quindi, non investono l’ambiente). E’ ancora presto per dire che ogni opposizione è rimossa, si può dire che, e questo, va sottolineato, è un aspetto decisamente nuovo, vi è disponibilità ad un confronto. Cosa chiedono gli ambientalisti? Che tutte le centrali esistenti in Amiata vengano “modernizzate” con il metodo della re-iniezione dei gas e con la limitazione della potenza delle singole centrali.Questo è un discorso che verrà affrontato prossimamente. Per quanto concerne l’iniziativa tenutasi ad Abbadia San Salvatore c’è da registrare una forte partecipazione di pubblico, una presenza “assortita” di parlamentari. E’ mancata la Regione che, in materia, gioca un ruolo di primo piano. Peccato perchè in questo convegno, dove dopo anni di contrapposizioni anche dure (non sono mancate neppure durante il convegno di Abbadia, ma il clima, nel suo insieme, è decisamente cambiato), si è aperto un dialogo, i rappresentanti della Regione avrebbero potuto recitare un ruolo di primo piano. Concetti condivisi, tra chi propone una “buona geotermia” e chi non ne voleva sentir parlare, sono semplici: “la volontà comune -si legge in una nota-di arrivare alla futura riconversione delle centrali esistenti verso il ciclo binario con re-immissione totale anche per tenere fede, davvero, alla definizione della geotermia come energia rinnovabile dato che la re-immissione consente di prolungare la presenza di acqua calda nei serbatoi geotermici per un tempo molto lungo certamente superiori ai tempi di vita della parte impiantistica della centrale.”C’è, insomma, un clima decisamente diverso sul fronte dell’attività geotermica con i parlamentari intervenuti, di vari fronti politici, pronti a proporre la sottoscrizione di un documento con le aziende interessate all’attività geotermica a garanzia dei punti previsti nella carta della buona geotermia.

Massimo Cherubini

 

Fonte: Centritalianews e articolo La Nazione Siena

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